Foto: Joanbanjo — CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
Piazza · El Carmen
Plaza del Carmen
La **Plaza del Carmen** è una delle piazze più antiche del centro storico e il luogo dal quale l’intero Barrio del Carmen ha preso il proprio nome. Si sviluppò davanti al convento fondato dai carmelitani alla fine del Duecento. Oggi è dominata dalla monumentale facciata barocca della Chiesa della Santissima Croce, ancora chiamata dai valenciani Iglesia del Carmen, e dal più severo Palacio de Pineda. Giardini, sculture e architetture appartenenti a epoche differenti raccontano la trasformazione di un antico spazio monastico nel cuore culturale e popolare del quartiere.
La piazza che diede il nome al quartiere
Fermati nella zona alberata al centro della Plaza del Carmen e osserva gli edifici che la circondano.
Questa non è soltanto una delle piazze più antiche e regolari del centro storico.
È il luogo dal quale l’intero Barrio del Carmen ha ricevuto il proprio nome.
Per comprenderne l’origine bisogna tornare alla fine del Duecento, quando l’area si trovava ancora ai margini della città.
Nel 1281, l’ordine dei carmelitani fondò qui il Real Monasterio de Nuestra Señora del Carmen.
Il convento sorse nel quartiere di Roteros, inizialmente fuori dalla vecchia cinta islamica. Soltanto nel Trecento, con la costruzione delle nuove mura cristiane, venne incluso pienamente nel perimetro urbano.
Con il passare del tempo, il complesso religioso divenne il principale punto di riferimento della zona.
Gli abitanti non parlavano più soltanto delle strade vicine al convento.
Cominciarono a chiamare l’intero quartiere el Carme.
Una chiesa con due nomi
L’edificio che domina la piazza è conosciuto comunemente come Iglesia del Carmen.
Il nome ufficiale, però, è Chiesa della Santissima Croce.
La doppia denominazione nasce da una trasformazione avvenuta nell’Ottocento.
Per secoli l’edificio era stato la chiesa del convento carmelitano. Nel 1842, dopo la demolizione dell’antica parrocchia della Santa Croce, il titolo parrocchiale venne trasferito qui.
Da quel momento la chiesa divenne ufficialmente della Santissima Croce.
I valenciani, però, continuarono a chiamarla come avevano sempre fatto: Iglesia del Carmen.
Il nome antico era ormai troppo legato alla piazza e al quartiere per poter scomparire.
Un grande retablo di pietra
Osserva la facciata rivolta verso la piazza.
Non è concepita come una semplice parete con una porta, ma come un enorme retablo di pietra, simile agli altari monumentali collocati all’interno delle chiese.
La parte inferiore venne progettata nella prima metà del Seicento dal frate e architetto Gaspar de Sant Martí.
È la sezione più ordinata e severa.
Ai lati dell’ingresso si trovano colonne ioniche e nicchie, mentre sopra compare lo stemma dell’ordine carmelitano.
I corpi superiori furono completati successivamente da Juan Bautista Viñes e José Bonet e mostrano una decorazione più ricca e movimentata.
Al centro si trova la Vergine del Carmen con il Bambino.
Intorno compaiono santa Teresa di Gesù, santa Maria Maddalena de’ Pazzi e altre figure legate alla spiritualità carmelitana.
Nella parte più alta san Giuseppe tiene tra le braccia Gesù Bambino.
La facciata racconta così l’identità originaria del complesso anche dopo la trasformazione della chiesa in parrocchia della Santa Croce.
La curva della cappella
Ora sposta lo sguardo verso il lato destro della facciata.
Il muro perde la propria linea retta e assume un andamento curvo.
Dietro quella superficie si trova la cappella ovale della Vergine del Carmen, costruita tra il 1774 e il 1783 su progetto dell’architetto Vicente Gascó.
La cappella appartiene a una fase molto diversa rispetto alla facciata barocca.
Le sue forme più controllate e razionali anticipano il gusto neoclassico che si sarebbe diffuso a Valencia alla fine del Settecento.
La piazza permette quindi di leggere, nello stesso edificio, linguaggi architettonici differenti:
la struttura nata dal convento medievale;
la facciata-retablo del Seicento;
la cappella settecentesca;
e le trasformazioni successive.
L’Angelot del Carme
Accanto alla chiesa si innalza il campanile.
Alza lo sguardo verso la sommità.
Sopra la torre compare una piccola banderuola conosciuta come l’Angelot del Carme, il piccolo angelo del Carmen.
È uno dei simboli tradizionali del quartiere.
Da lontano può sembrare soltanto una sagoma metallica, ma per gli abitanti rappresenta una presenza familiare che domina da secoli i tetti e le strade del Carmen.
Il campanile, la cappella ovale e la grande facciata formano insieme il complesso monumentale che definisce uno dei lati principali della piazza.
Il palazzo del potere civile
Voltati ora verso il lato opposto.
Di fronte alla teatralità della chiesa si trova la facciata molto più sobria del Palacio de Pineda.
Il palazzo venne costruito tra il 1728 e il 1732 come residenza dell’intendente generale dei Regni di Valencia e Murcia e Giustizia Maggiore di Valencia.
Era quindi legato a una delle principali autorità amministrative del Settecento.
La differenza tra i due edifici è evidente.
La chiesa utilizza statue, nicchie e decorazioni per attirare lo sguardo e comunicare un messaggio religioso.
Il Palacio de Pineda esprime invece prestigio attraverso l’ordine, la simmetria e la severità della facciata.
Nel corso del tempo l’edificio cambiò più volte funzione.
Fu residenza, collegio e convento-abitazione. Ospitò donne anziane e giovani trasferitesi a Valencia per motivi di studio o di lavoro.
Dal 1992 è sede valenciana dell’Universidad Internacional Menéndez Pelayo.
Joan de Joanes al centro della piazza
Nella zona alberata si trova la statua dedicata a Joan de Joanes, uno dei maggiori pittori del Rinascimento valenciano.
Il suo vero nome era Vicente Juan Macip, ma divenne celebre con il nome di Joan de Joanes.
Fu conosciuto soprattutto per le opere religiose, caratterizzate da grande precisione, colori luminosi e figure intensamente espressive.
La scultura venne realizzata da Marià García Más e collocata definitivamente nella Plaza del Carmen nel 1960.
La sua presenza non è casuale.
Dopo la soppressione del convento nell’Ottocento, parte del complesso del Carmen divenne sede del Museo di Belle Arti, della Real Academia de Bellas Artes de San Carlos e delle scuole artistiche della città.
Per decenni, quindi, questi edifici furono legati non soltanto alla religione, ma anche alla formazione di generazioni di pittori e scultori valenciani.
Una piazza trasformata nel Novecento
La Plaza del Carmen attuale non coincide completamente con quella antica.
Nel 1946 venne ampliata verso il fianco della chiesa e furono aggiunti alberi e nuovi elementi urbani.
La zona centrale assunse così l’aspetto di un piccolo giardino, con spazi destinati alla sosta e alla contemplazione degli edifici circostanti.
Nella piazza si trova anche una fontana legata allo scultore valenciano Mariano Benlliure, uno dei principali artisti spagnoli tra Ottocento e Novecento.
Il risultato è uno spazio nel quale convivono monumenti, vegetazione, abitazioni e vita quotidiana.
Non è una piazza perfettamente uniforme.
È composta da epoche e funzioni differenti, proprio come il quartiere che la circonda.
Dal convento all’arte contemporanea
Il convento dal quale nacque il Barrio del Carmen non è scomparso.
Una parte degli ambienti storici ospita oggi il Centre del Carme Cultura Contemporània.
Il complesso conserva spazi medievali e rinascimentali, tra cui i due grandi chiostri, ma viene utilizzato per mostre, installazioni e attività culturali contemporanee.
È una trasformazione particolarmente significativa.
L’edificio che diede il nome al quartiere fu convento, museo, accademia e scuola d’arte.
Oggi continua a essere un luogo dedicato alla cultura, anche se attraverso linguaggi completamente differenti da quelli per i quali venne costruito.
Il nome rimasto alla città
Prima di lasciare la piazza, osserva ancora una volta l’intero spazio.
La chiesa racconta l’arrivo dei carmelitani.
Il Palacio de Pineda rappresenta il potere amministrativo del Settecento.
La statua di Joan de Joanes ricorda la lunga presenza delle istituzioni artistiche.
Il Centre del Carme mostra come un antico convento possa trovare una nuova funzione nel presente.
Ma l’eredità più importante del complesso religioso non è soltanto architettonica.
È il nome.
Il convento fondato alla fine del Duecento diede identità prima a questa piazza e poi a tutto il quartiere.
Senza il monastero del Carmen, uno dei luoghi più conosciuti e popolari di Valencia probabilmente si chiamerebbe in un altro modo.
Curiosità
La statua che si salvò dall’alluvione
La statua di Joan de Joanes collocata al centro della piazza è legata alla grande alluvione che colpì Valencia nel 1957.
Lo scultore Marià García Más aveva modellato l’opera a Roma durante il proprio periodo di formazione.
Per molti anni il modello rimase negli ambienti del Museo di Belle Arti, che allora occupava parte dell’antico convento del Carmen.
Prima dell’alluvione, fortunatamente, la figura era già stata riprodotta nella versione definitiva in pietra e trasferita provvisoriamente nei pressi della nuova sede del museo.
Quando l’acqua invase Valencia, il modello originale venne distrutto.
La versione in pietra, trovandosi ormai altrove, si salvò.
Nel 1960 fu collocata nella Plaza del Carmen.
Joan de Joanes tornò così simbolicamente davanti al complesso che per decenni aveva ospitato il Museo di Belle Arti e le scuole artistiche della città.
La statua che oggi sembra appartenere naturalmente alla piazza esiste quindi grazie a un trasferimento avvenuto poco prima di una delle più gravi catastrofi della storia recente di Valencia.
Informazioni pratiche
Visita
La Plaza del Carmen è uno spazio pubblico all’aperto:
- accesso libero;
- nessun biglietto;
- nessuna prenotazione.
La chiesa, il Palacio de Pineda e il Centre del Carme seguono invece orari e modalità di accesso propri.
Punto di osservazione consigliato
Raggiungi la zona alberata vicino alla statua di Joan de Joanes.
Da questo punto puoi osservare:
- la facciata-retablo della chiesa;
- la curva della cappella della Vergine del Carmen;
- il campanile e l’Angelot del Carme;
- la facciata severa del Palacio de Pineda;
- la statua al centro dei giardini.
Spostati poi verso il fianco della chiesa per percepire meglio la forma ovale della cappella.
Accessibilità
La zona centrale della piazza è prevalentemente pianeggiante e pedonale.
Le strade circostanti del Barrio del Carmen possono presentare:
- carreggiate strette;
- pavimentazioni irregolari;
- piccoli dislivelli;
- tavolini e passaggi affollati nelle ore serali.
Momento migliore
- Mattina: piazza più tranquilla e facciate più facili da osservare
- Tardo pomeriggio: maggiore atmosfera e piacevole ombra degli alberi
- Sera: zona più animata, ma anche potenzialmente più rumorosa
Durata consigliata
- Visita con audioguida: circa 10–15 minuti
- Prevedi una sosta separata per entrare nella chiesa o nel Centre del Carme
Dove si trova
Plaça del Carme, València
Coordinate: 39.4795, -0.38
