
Foto: Abbrey82 — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
Villaggio
Villaggio Leumann
Il Villaggio Leumann nacque a Collegno intorno al cotonificio fondato nel 1875 dall’imprenditore di origine svizzera Napoleone Leumann. Case, scuola, bagni pubblici, convitto, ufficio postale e chiesa formavano una comunità operaia organizzata accanto alla fabbrica. Dal 1902 l’ingegnere Pietro Fenoglio ampliò il complesso con edifici ispirati agli chalet svizzeri e al Liberty. Il cotonificio chiuse nel 1972, ma il villaggio non fu abbandonato: molte case sono ancora abitate e diversi servizi conservano una funzione pubblica.
Una fabbrica lungo la ferrovia
Nel 1875 Isaac Leumann e il figlio Napoleone trasferirono da Voghera a Collegno la loro attività tessile. La posizione era strategica: il terreno si trovava accanto alla ferrovia Torino-Modane e poco fuori da una città che stava ampliando rapidamente la propria industria.
La fabbrica attirò centinaia di lavoratori, molti dei quali arrivavano dalla campagna. Napoleone Leumann non costruì soltanto reparti produttivi. Fece realizzare abitazioni e servizi per creare una comunità stabile intorno al cotonificio, ridurre gli spostamenti e formare una manodopera legata all’impresa.
Il progetto di Pietro Fenoglio
Dal 1902 l’ampliamento del villaggio fu affidato a Pietro Fenoglio, uno dei principali interpreti del Liberty torinese. Fenoglio organizzò due nuclei residenziali ai lati della fabbrica. Le case basse, spesso bifamiliari, disponevano di piccoli giardini; mattoni a vista, legno, intonaci colorati e tetti inclinati richiamavano modelli svizzeri e tedeschi.
Il complesso comprendeva scuola, asilo, convitto per le giovani operaie, bagni pubblici, ambulatorio, palestra, ufficio postale, circolo e spaccio alimentare. La qualità degli alloggi e dei servizi era avanzata rispetto a molte periferie industriali del tempo. Esisteva però un’altra faccia: vita, istruzione e assistenza dipendevano dal proprietario, che poteva seguire da vicino anche il comportamento dei dipendenti.
Una comunità fra assistenza e controllo
Il villaggio appartiene alla storia del paternalismo industriale. L’imprenditore offriva condizioni migliori, formazione e protezione sociale prima della nascita di un welfare pubblico esteso; in cambio otteneva stabilità, disciplina e continuità della forza lavoro.
Questo equilibrio aiuta a collegare il Villaggio Leumann al MAUTO. Nel museo dell’automobile si incontrano i prodotti e le innovazioni della Torino industriale; qui si comprende come quella stessa trasformazione entrasse nella casa, nella scuola e nel tempo libero di chi lavorava.
Dopo il cotonificio
Il cotonificio chiuse nel 1972, durante una fase di crisi e riorganizzazione del settore tessile. Il quartiere, tuttavia, continuò a vivere. Gli edifici residenziali sono ancora abitati e alcune strutture hanno mantenuto o cambiato funzione: la scuola è tuttora utilizzata, l’ex convitto ospita una biblioteca civica e i vecchi bagni sono diventati un centro sociale.
Il Comune di Collegno ha acquisito e restaurato una parte del patrimonio. L’ecomuseo e l’associazione locale organizzano visite che consentono di leggere il rapporto fra abitazioni, fabbrica e servizi senza trasformare il villaggio in una scenografia: questa resta una zona vissuta, con case private da rispettare.
Cosa osservare dall’esterno
Le strade del villaggio sono accessibili gratuitamente. Confronta i tetti spioventi, le travi lignee, i mattoni e i piccoli giardini con i grandi volumi dell’antico cotonificio. La disposizione rivela la gerarchia originaria: produzione al centro, abitazioni e servizi distribuiti intorno.
La chiesa di Santa Elisabetta, la scuola e l’ex ufficio postale aiutano a riconoscere l’idea di una comunità autosufficiente. Gli interni e gli spazi museali si visitano soltanto in occasione di aperture o visite organizzate.
Curiosità
La chiesa cattolica voluta da un protestante
Napoleone Leumann apparteneva a una famiglia protestante, mentre gran parte dei suoi operai era cattolica. Decise comunque di finanziare una chiesa per il villaggio e la dedicò a Santa Elisabetta, in ricordo della madre.
Pietro Fenoglio la progettò nel 1907 combinando linee neoromaniche e decorazioni Liberty. La scelta mostra quanto fosse completo il progetto sociale dell’imprenditore: anche la vita religiosa dei lavoratori doveva trovare posto dentro la comunità costruita intorno alla fabbrica.
Informazioni pratiche
- Accesso: le strade del villaggio sono pubbliche e visitabili gratuitamente; le abitazioni sono private.
- Visite guidate: l’Associazione Amici della Scuola Leumann organizza visite in date programmate e su prenotazione. Orari e prezzi variano; consultare il calendario ufficiale prima della visita.
- Spazi interni: l’Ecomuseo e alcuni edifici storici non hanno un’apertura quotidiana garantita e si visitano durante iniziative dedicate.
- Accessibilità: il percorso esterno si svolge su strade e marciapiedi urbani; per esigenze specifiche durante una visita guidata è consigliabile contattare prima l’associazione.
- Se sei in auto: sono disponibili parcheggi pubblici lungo corso Francia e nelle vie vicine; verifica la segnaletica locale.
Dove si trova
Corso Francia 345, 10093 Collegno TO, Italia
Coordinate: 45.071199, 7.557747
