
Foto: Riccardo Tasso — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
Museo
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
La GAM di Torino conserva oltre 45.000 opere fra dipinti, sculture, installazioni, fotografie, disegni, stampe, film e video d’artista. La raccolta civica di arte moderna nacque nel 1863, prima iniziativa pubblica di questo tipo in una città italiana. L’edificio attuale, progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti e inaugurato nel 1959, sostituì il padiglione distrutto durante la seconda guerra mondiale. La disposizione diagonale, la pianta libera e l’uso della luce naturale ne fanno un importante esempio di architettura museale del dopoguerra.
La prima raccolta civica italiana di arte moderna
Nel 1863 Torino aprì il proprio Museo Civico e scelse di affiancare alle raccolte antiche opere di artisti moderni. Fu la prima città italiana a promuovere una collezione pubblica di arte moderna come parte stabile di un museo. La decisione arrivò mentre Torino era capitale del nuovo Regno d’Italia e cercava di costruire istituzioni culturali adatte a rappresentare il Paese.
Le opere furono inizialmente esposte con l’arte antica in un edificio vicino alla Mole Antonelliana. Nel 1895 la sezione moderna fu trasferita in un padiglione affacciato sull’attuale corso Galileo Ferraris. La separazione dalla raccolta antica avviò il percorso che avrebbe portato alla GAM; l’altro ramo del Museo Civico è oggi riconoscibile nel Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama, approfondito in un’altra tappa di Torino.
Il museo distrutto dalle bombe
Il padiglione ottocentesco rimase in uso fino alla seconda guerra mondiale. Il 18 e il 28 novembre 1942 bombe dirompenti e incendiarie colpirono l’edificio. Il tetto del grande salone centrale fu distrutto, gli infissi crollarono e volte e tramezzi subirono lesioni profonde. Le collezioni erano state in parte messe al sicuro, ma la sede non poteva più funzionare come museo.
Nel dopoguerra Torino decise di ricostruire la galleria nello stesso isolato. Il problema non era riprodurre il padiglione perduto: serviva un museo capace di presentare l’arte moderna con spazi flessibili, luce controllata e nuovi servizi.
Il progetto di Bassi e Boschetti
Nel 1951 un concorso nazionale premiò il progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti. I due architetti disposero il volume principale in diagonale rispetto alla scacchiera delle strade. L’orientamento seguiva un asse eliotermico e consentiva di sfruttare meglio il sole e la luce naturale filtrata.
Pianta libera, sale neutre e tre volumi accostati traducevano le ricerche museografiche più avanzate del periodo. Il nuovo edificio fu inaugurato nel 1959 e divenne un segno della ricostruzione culturale della città: al posto del museo distrutto, Torino scelse un’architettura apertamente contemporanea.
Chiusura, trasformazione e riapertura
All’inizio degli anni Ottanta la sede divenne inagibile. Tra il 1989 e il 1993 un intervento profondo ampliò gli spazi espositivi, rinnovò gli impianti e rese accessibili tutte le aree. La riapertura del 1993 modificò sensibilmente alcuni caratteri del progetto originario. La cancellata che circonda il complesso è opera dell’artista Enrico Paolucci.
Dal 2003 la GAM fa parte della Fondazione Torino Musei. Le collezioni superano oggi le 45.000 opere e comprendono nuclei importanti dell’Ottocento e del Novecento, oltre a installazioni, fotografia, disegni, incisioni e una raccolta europea di film e video d’artista.
Come affrontare la visita
Se decidi di entrare, controlla prima quali sezioni della collezione permanente sono aperte: gli allestimenti vengono ruotati e non tutte le opere sono visibili nello stesso momento. Il percorso permette di seguire movimenti e confronti fra epoche, invece di presentare una sequenza immutabile di capolavori.
Già dall’esterno puoi leggere il contrasto tra la trama regolare del quartiere e il corpo diagonale del museo. Cerca anche i volumi di diversa altezza e la cancellata di Paolucci: sono elementi che mostrano come l’edificio sia stato pensato come parte della collezione culturale della città, non come un contenitore invisibile.
Curiosità
Il museo che si mise di traverso alla scacchiera
Torino è riconoscibile per le strade dritte e gli isolati rettangolari, ma la GAM rompe deliberatamente quella regola. Bassi e Boschetti orientarono il museo in diagonale per seguire l’asse eliotermico, cioè una disposizione studiata in rapporto al percorso del sole.
La scelta non fu un vezzo grafico. Le sale avevano bisogno di una luce naturale controllabile, adatta a osservare le opere senza abbagliamenti eccessivi. Invece di costringere il museo dentro i margini dell’isolato, gli architetti usarono l’orientamento per migliorare illuminazione e distribuzione interna.
Dalla strada la deviazione si nota subito: il fronte dell’edificio non obbedisce alla direzione del corso. Il più antico museo italiano dedicato all’arte moderna ricevette così, dopo la guerra, una sede che dichiarava la propria modernità già nel modo di occupare il terreno.
Informazioni pratiche
- Apertura: da martedì a domenica 10:00–18:00; lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
- Biglietti per le collezioni permanenti: intero €10; ridotto €8; gratuito fino a 18 anni e per le altre categorie previste. Le mostre temporanee possono avere tariffe differenti.
- Visita: gli allestimenti delle collezioni cambiano periodicamente e alcune sale possono essere chiuse; verificare sul sito ufficiale le opere e le mostre visitabili nella data scelta.
- Accessibilità: tutti gli spazi sono accessibili. Il museo presta gratuitamente sedie a rotelle e passeggini; nelle vie adiacenti sono presenti posti auto riservati alle persone con disabilità.
- Se sei in auto: il parcheggio sotterraneo Corso Stati Uniti, al numero 44, è aperto 24 ore su 24 e si trova a circa dieci minuti a piedi dalla GAM.
Dove si trova
Via Magenta 31, 10128 Torino TO, Italia
Coordinate: 45.064944, 7.669209
