Villa della Regina

Foto: Uccio “Uccio2” D'Ago… — CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons

Residenza

Villa della Regina

Villa della Regina è una residenza sabauda costruita dal 1615 sulla collina di Torino come vigna del principe cardinale Maurizio di Savoia. Edificio, giardini terrazzati, fontane e aree agricole furono concepiti come un unico sistema. Ludovica di Savoia ampliò il complesso; Anna d’Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, lo trasformò nella dimora da cui deriva il nome attuale. Filippo Juvarra e Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano intervennero nel Settecento. Dopo l’uso scolastico, i bombardamenti e un lungo abbandono, la villa è stata restaurata; il vigneto produce nuovamente Freisa di Chieri.

La vigna di un principe cardinale

Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I, fu nominato cardinale da ragazzo e svolse un ruolo diplomatico fra Roma e le corti europee. Dal 1615 fece costruire sulla collina torinese una residenza ispirata alle ville romane. Il progetto è attribuito ad Ascanio Vitozzi, morto nello stesso anno, e fu sviluppato da altri architetti della corte.

La proprietà era chiamata vigna perché univa rappresentanza, svago e produzione agricola. Il palazzo occupava il centro di un asse che proseguiva attraverso il salone, i giardini terrazzati, le fontane e il belvedere. La disposizione guardava idealmente verso la città e verso l’asse che sarebbe diventato via Po.

Una villa dentro una guerra di famiglia

Dopo la morte del duca Vittorio Amedeo I nel 1637, la reggente Cristina di Francia si scontrò con i cognati Maurizio e Tommaso, sostenuti dalla Spagna. La guerra civile piemontese divise corte e territorio fra madamisti e principisti.

La pace del 1642 fu accompagnata da un matrimonio dinastico: Maurizio rinunciò alla porpora cardinalizia e sposò la nipote Ludovica, figlia di Cristina. Il legame suggellava la riconciliazione fra i rami della famiglia e riduceva le pretese sulla successione. Dopo la morte di Maurizio nel 1657, Ludovica ampliò villa e giardini con quattro padiglioni angolari e aggiornò gli appartamenti.

Dalla Vigna alla Villa della Regina

Nel 1692 il complesso passò ad Anna d’Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II. Quando i Savoia ottennero il titolo regio nel 1713, la dimora fu trasformata in una residenza adatta alla nuova corte. Da Anna e dalle sovrane che la frequentarono deriva il nome Villa della Regina.

Filippo Juvarra ridisegnò parti dell’edificio e dei giardini; dopo la sua partenza per Madrid, Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano proseguì i lavori. Teatro d’acque, grotte, padiglioni e terrazze costruiscono una salita scenografica. Negli interni, affreschi, stucchi e gabinetti decorati secondo il gusto per l’Oriente mostrano le mode della corte settecentesca.

Il complesso apparteneva alla Corona di delizie, la rete di residenze che circondava Torino. Un altro esempio fondamentale è la Reggia di Venaria, approfondita in una tappa distinta.

Scuola, bombardamenti e abbandono

Nel 1868 Vittorio Emanuele II donò la villa all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani. Dal 1869 appartamenti e piani superiori furono adattati a aule e convitto, mentre i giardini servivano alle attività delle allieve.

I bombardamenti del 1942, 1943 e 1944 danneggiarono gravemente il complesso. Il collegio fu sfollato e non tornò stabilmente nella villa. Decenni di inutilizzo favorirono infiltrazioni, furti e vegetazione invasiva. Nel 1982, dopo la soppressione dell’ente scolastico, la proprietà rientrò nel demanio.

Un lungo restauro avviato negli anni Novanta recuperò sale, giardini e rapporti fra le diverse parti del complesso. Nel 1997 Villa della Regina entrò nel sito UNESCO delle Residenze Sabaude; negli anni Duemila tornò progressivamente accessibile al pubblico.

Come organizzare lo sguardo

Già dall’ingresso esterno è possibile riconoscere l’asse centrale. Il cortile conduce al salone; dietro l’edificio il giardino sale verso il teatro d’acque e il belvedere. Ai lati restano le aree agricole e il vigneto.

Se decidi di entrare, il biglietto può comprendere villa e giardini oppure i soli giardini. Il piano nobile è accessibile con un percorso dedicato; per le terrazze esterne, pendenze e fondo richiedono maggiore attenzione. Le fontane non sono sempre in funzione.

Curiosità

Il vino prodotto dentro Torino

La parola vigna nel nome antico non era simbolica. I terreni della residenza producevano uva fino a quando guerra e abbandono cancellarono quasi del tutto i filari. Durante il recupero della villa, l’area agricola è stata ricostruita e sono state piantate circa 2.700 barbatelle, soprattutto di Freisa.

La vendemmia è tornata nel 2008. Dal 2011 il vigneto rientra nella denominazione Freisa di Chieri e produce il Freisa di Chieri DOC Superiore Vigna Villa della Regina. Le bottiglie sono poche e numerate.

Secondo la Direzione regionale Musei Piemonte, è l’unico vigneto urbano italiano a produrre un cru certificato DOC. La sua presenza completa il restauro recuperando sia l’aspetto del giardino sia il rapporto produttivo fra residenza e collina.

Informazioni pratiche

  • Apertura: da martedì a domenica e festivi 9:30–18:00; lunedì chiuso. Ultimo ingresso alle 17:00.
  • Biglietti: villa e giardini €10; soli giardini €5; ridotto €2 da 18 a 25 anni; gratuito per minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatore e altre categorie previste.
  • Prenotazione: consigliata nei festivi e nelle prime domeniche del mese; obbligatoria per gruppi superiori a 10 persone e scolaresche. Il martedì i biglietti si acquistano soltanto in biglietteria.
  • Accessibilità: il piano nobile è raggiungibile con ascensore e accompagnamento del personale. Nei giardini è richiesta la presenza di un accompagnatore per le persone con mobilità ridotta.
  • Se sei in auto: sono disponibili posti a pagamento nelle vie limitrofe. Il parcheggio in struttura più vicino è Vittorio Park, in piazza Vittorio Veneto.

Dove si trova

Strada Santa Margherita 79, 10131 Torino TO, Italia

Coordinate: 45.058031, 7.708345

Apri su Google Maps

Vicino a qui

Viaggiando Insieme