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Gallerie
Gallerie coperte di Torino: Subalpina, San Federico e Umberto I
Le tre gallerie storiche di Torino trasformano un attraversamento urbano in uno spazio coperto da vetro e metallo. La Subalpina, progettata da Pietro Carrera nel 1873 e aperta nel 1874, collega Piazza Castello a Piazza Carlo Alberto. San Federico sostituì negli anni Trenta la precedente Galleria Natta e conserva il Cinema Lux. Umberto I, inaugurata nel 1890 tra via della Basilica e Porta Palazzo, occupa invece una parte dell’antico Ospedale Mauriziano. Nate in momenti diversi, raccontano l’ascesa della borghesia, la ricostruzione di via Roma e il riuso di un isolato dedicato per secoli alla cura dei malati.
I passages arrivano a Torino
Nell’Ottocento le gallerie coperte si diffusero nelle grandi città europee. Permettevano di attraversare gli isolati al riparo dalla pioggia e riunivano negozi, caffè, uffici e luoghi di spettacolo. Erano strade private aperte al pubblico e, nello stesso tempo, vetrine della nuova vita borghese.
Torino adottò questo modello mentre perdeva il ruolo di capitale politica e cercava nuove funzioni commerciali e industriali. La prima esperienza importante fu la Galleria Natta, costruita nel 1856 su progetto di Barnaba Panizza. Negli anni Trenta del Novecento sarebbe stata sostituita dalla più ampia Galleria San Federico.
La Galleria Subalpina
La Galleria dell’Industria Subalpina fu progettata nel 1873 dall’ingegnere Pietro Carrera e inaugurata il 30 dicembre 1874. Il nome deriva dalla banca che finanziò l’operazione. Nei disegni di progetto lo spazio era definito un bazar: un salone lungo circa 45 metri, disposto su due livelli e coperto da una struttura di ferro e vetro.
Il passaggio unì Piazza Castello a Piazza Carlo Alberto, dove si trovavano importanti uffici pubblici. Al piano terreno si aprirono negozi, caffè e locali di spettacolo; il livello superiore ospitò laboratori e uffici. Baratti & Milano si trasferì qui nel 1875, mentre il locale che accolse spettacoli e caffè-concerto divenne in seguito il Cinema Romano.
La Galleria San Federico
La ricostruzione di via Roma, avviata negli anni Trenta, cancellò la vecchia Galleria Natta. Al suo posto Federico Canova e Vittorio Bonadè Bottino progettarono una galleria a forma di T, collegata a via Roma, via Bertola e via Santa Teresa. I lavori terminarono nel 1933.
Marmi, profili d’ottone, vetrocemento e grandi arcate accompagnavano negozi, uffici, ristoranti e autorimesse. Nel 1934 aprì il Cinema Rex, ribattezzato Dux durante il fascismo e poi Lux. Negli uffici della galleria passarono anche la redazione de La Stampa e la sede della Juventus.
La galleria nata da un ospedale
La Galleria Umberto I ha un’origine diversa. L’isolato Santa Croce ospitò per più di tre secoli l’Ospedale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Quando l’ospedale si trasferì nella nuova sede di corso Turati dopo il 1884, la proprietà fu trasformata in un passaggio commerciale.
L’ingegnere Lorenzo Rivetti riutilizzò parte delle strutture precedenti e aprì nel 1890 una galleria a forma di T tra via della Basilica e il mercato di Porta Palazzo. Negozi e caffè presero il posto delle corsie. La farmacia mauriziana, legata all’antico ospedale, rimase nell’isolato e conserva ancora la memoria della funzione precedente.
Guerra, restauri e vita quotidiana
Le incursioni aeree del 1943 danneggiarono sia la Subalpina sia San Federico. Vetri, coperture e locali furono colpiti, ma i passaggi vennero riparati e continuarono a ospitare attività commerciali e cinematografiche. Interventi recenti hanno restaurato le superfici e aggiornato gli spazi senza cancellarne la funzione urbana.
Le tre gallerie non formano un unico itinerario continuo. Subalpina e San Federico si trovano nel centro monumentale; Umberto I raggiunge Porta Palazzo. Proprio qui il collegamento con il mercato raccontato in un’altra tappa di Torino è diretto: il passaggio coperto sbocca davanti a uno dei luoghi commerciali più frequentati della città.
Tre architetture da confrontare
Nella Subalpina dominano il volume unico, il doppio ordine e la copertura trasparente. San Federico ha una scala più monumentale e una pianta a T, con cupole sopra gli accessi agli scaloni e al cinema. Umberto I conserva un carattere più popolare, alimentato dalla vicinanza al mercato e dalla forma derivata dall’antico complesso ospedaliero.
Il confronto mostra tre fasi di Torino: la città borghese dell’Ottocento, il centro ridisegnato negli anni Trenta e un quartiere storico capace di trasformare un ospedale in strada commerciale.
Curiosità
Il mercato delle comparse del cinema muto
Intorno al 1913 la Galleria Subalpina divenne un punto di ritrovo informale per chi cercava una parte nei film prodotti a Torino. Ogni pomeriggio, dalle quattro, attrici, attori e comparse aspettavano sotto la copertura di vetro. C’erano persone pronte a interpretare per poche scene una dama, un bandito, un gentiluomo o un personaggio di contorno.
I segretari delle compagnie cinematografiche sapevano dove trovarli. Passavano in galleria, sceglievano i volti necessari per le riprese del giorno successivo e, quando serviva una scena affollata, reclutavano gruppi interi. Erano chiamati anche cascettisti, dal francese cachet, il compenso ricevuto per una breve apparizione.
Quel mercato nacque senza un ufficio e senza un regolamento. Scomparve quando l’industria del cinema muto torinese perse importanza, ma crea un legame concreto con la Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema, approfonditi in un’altra tappa della città.
Informazioni pratiche
- Accesso: i passaggi al piano terreno sono gratuiti; negozi, caffè e cinema seguono orari propri.
- Orari: San Federico è normalmente attraversabile durante tutta la giornata. Per Subalpina e Umberto I alcuni ingressi possono essere chiusi di notte, durante lavori o in occasione di eventi.
- Visita: prevedere 15–20 minuti per ogni galleria; le tre sedi non sono adiacenti.
- Accessibilità: i percorsi principali sono pianeggianti. I piani superiori e gli ambienti privati non fanno parte della normale visita libera.
- Se sei in auto: per Subalpina e San Federico il parcheggio sotterraneo più comodo è Roma–San Carlo–Castello; per Umberto I è più vicino il parcheggio Emanuele Filiberto di Porta Palazzo.
Dove si trova
Galleria Subalpina, tra Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto; Galleria San Federico, accessi da via Roma, via Bertola e via Santa Teresa; Galleria Umberto I, tra via della Basilica e Piazza della Repubblica, Torino TO, Italia
Coordinate: 45.069501, 7.68652
