Monte dei Cappuccini e Museo Nazionale della Montagna

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Monte dei Cappuccini e Museo Nazionale della Montagna

Il Monte dei Cappuccini è una piccola altura sulla riva destra del Po, di fronte al centro di Torino. Il piazzale offre una lettura ampia della città e dell’arco alpino; sulla sommità sorgono la chiesa di Santa Maria al Monte, iniziata alla fine del Cinquecento su progetto di Ascanio Vitozzi, il convento e il Museo Nazionale della Montagna. Quest’ultimo nacque nel 1874 da una vedetta dotata di cannocchiale e conserva oggi collezioni dedicate all’alpinismo, alle popolazioni delle terre alte, all’esplorazione, alla fotografia e al cinema di montagna.

Una posizione strategica sopra il Po

La collina si alza poco oltre il ponte sul Po, ma domina il centro e gli accessi orientali alla città. Per questa ragione ebbe valore religioso, panoramico e militare. Emanuele Filiberto di Savoia acquistò l’area nel secondo Cinquecento e il figlio Carlo Emanuele I la destinò ai Cappuccini.

I lavori per la chiesa di Santa Maria al Monte cominciarono nel 1583 secondo il progetto di Ascanio Vitozzi, architetto e ingegnere militare attivo nella trasformazione della capitale sabauda. Il cantiere proseguì a lungo e coinvolse anche Carlo e Amedeo di Castellamonte. La chiesa fu consacrata nel 1656. Cupola, tamburo e facciata formano ancora il principale riferimento visivo della sommità.

Assedi e trasformazioni

Durante la guerra civile piemontese del 1640 il monte fu conteso perché consentiva di controllare il fiume e la città. Anche nell’assedio francese del 1706 la posizione ebbe importanza. Chiesa e convento attraversarono poi occupazioni, soppressioni e cambi di uso, senza perdere la presenza dei frati Cappuccini.

Nel 1871 una parte del complesso passò alla Città. Tre anni dopo il Comune e la sezione torinese del Club Alpino Italiano installarono sul piazzale una Vedetta Alpina. Il legame con il Parco del Valentino, approfondito in un’altra tappa di Torino, è diretto: il Club Alpino era stato fondato nel 1863 proprio nel Castello del Valentino.

Dal cannocchiale al museo

La Vedetta fu inaugurata il 9 agosto 1874. Consisteva in un piccolo padiglione con un cannocchiale mobile e in un panorama disegnato che aiutava a riconoscere le cime. Nelle giornate limpide l’orizzonte alpino visibile da Torino si estende per centinaia di chilometri.

Il successo convinse il Comune a concedere al Club Alpino alcuni locali dell’ex convento. Nel 1877 nacque la Stazione Alpina e intorno al 1880 erano già presenti sale espositive e biblioteca. Le raccolte crebbero con attrezzature, fotografie, carte, testimonianze di spedizioni e materiali sulle comunità di montagna. Nel 1942 l’istituzione assunse il nome di Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi.

Che cosa osservare

Dal piazzale la griglia delle strade appare distesa oltre il Po. La Mole Antonelliana emerge nel centro e, quando l’aria è limpida, le Alpi formano un arco dietro la città. La visibilità cambia molto con umidità, foschia e stagione; il panorama alpino non è quindi garantito.

Se decidi di entrare nella chiesa, rispetta le funzioni religiose. Il Museo della Montagna ha un ingresso separato e comprende una terrazza panoramica più alta del piazzale. Le collezioni non riguardano soltanto le imprese degli alpinisti: raccontano anche lavoro, comunicazione, turismo e rappresentazione delle terre alte.

Curiosità

Il museo nato da un solo cannocchiale

Nel maggio 1874 la sezione torinese del Club Alpino propose al Comune una vedetta per il proprio congresso. Il progetto fu approvato rapidamente e il 9 agosto, dopo circa tre mesi, sul piazzale comparve un piccolo chiosco con un cannocchiale mobile.

I visitatori potevano puntarlo verso l’arco alpino e confrontare le cime con un grande panorama illustrato. Quella struttura essenziale ebbe tanto successo da suggerire una sede permanente. Nel 1877 il Comune concesse alcune stanze dell’ex convento; il cannocchiale entrò nell’edificio e attorno ad esso si formarono biblioteca e collezioni.

L’attuale Museo Nazionale della Montagna discende quindi da un gesto semplice: aiutare i torinesi a dare un nome alle montagne che vedevano ogni giorno. Il telescopio originale è conservato nel percorso museale, mentre sulla terrazza una postazione moderna continua la funzione della prima Vedetta Alpina.

Informazioni pratiche

  • Piazzale panoramico: accesso gratuito e libero; la vista delle Alpi dipende dalle condizioni atmosferiche.
  • Chiesa di Santa Maria al Monte: ingresso gratuito, indicativamente tutti i giorni 9:00–19:00. Le visite sono sospese durante le celebrazioni.
  • Museo Nazionale della Montagna: aperto tutti i giorni 10:00–18:00; biglietteria fino alle 17:30. Eventuali variazioni stagionali sono pubblicate sul sito ufficiale.
  • Biglietti museo: intero €10; ridotto €7; soci del Club Alpino Italiano €6; gratuite e agevolazioni secondo le categorie previste.
  • Accessibilità: i piani del museo sono collegati da ascensore. La salita stradale al piazzale è ripida.
  • Se sei in auto: sul monte i posti sono pochi. Il parcheggio in struttura più vicino è Vittorio Park, in piazza Vittorio Veneto; dal parcheggio resta un tratto in salita.

Dove si trova

Piazzale Monte dei Cappuccini 7, 10131 Torino TO, Italia

Coordinate: 45.059674, 7.69718

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