
Foto: Vione at Portuguese Wikipedia — Public domain — Wikimedia Commons
Monumento
Mole Antonelliana e Museo Nazionale del Cinema
La Mole Antonelliana nacque nel 1862 come progetto per la nuova sinagoga di Torino, dopo l’emancipazione civile della comunità ebraica. I continui cambiamenti introdotti da Alessandro Antonelli fecero crescere altezza, difficoltà e costi, finché la committenza interruppe il cantiere. Il Comune acquistò l’edificio nel 1878 e lo completò come monumento all’unità nazionale. Con i suoi 167,5 metri fu il più alto edificio in muratura d’Europa. Dal 2000 ospita il Museo Nazionale del Cinema, nato dalla raccolta di Maria Adriana Prolo; l’ascensore panoramico raggiunge il tempietto a 85 metri.
Una sinagoga dopo l’emancipazione
Nel 1848 lo Statuto Albertino e i successivi provvedimenti di Carlo Alberto posero fine alle principali discriminazioni civili contro ebrei e valdesi nel Regno di Sardegna. La comunità ebraica di Torino volle costruire una sinagoga capace di rendere visibile la nuova condizione di cittadinanza. Nel 1862 affidò il progetto ad Alessandro Antonelli; il cantiere iniziò l’anno seguente.
Antonelli trasformò rapidamente il programma. La costruzione prevista continuò a salire, mentre soluzioni strutturali ardite facevano aumentare spese e tempi. La comunità contestò le varianti e nel 1869, quando l’edificio era ancora incompleto, rifiutò di finanziare ulteriormente i lavori. Nel frattempo Torino aveva perso il ruolo di capitale e l’ambizione iniziale era diventata economicamente insostenibile.
Dal tempio israelitico al monumento nazionale
Dopo anni di discussioni, il Comune acquistò l’edificio nel 1878 per 150.000 lire. La somma consentì alla comunità ebraica di costruire una sinagoga più adatta alle proprie esigenze. La Mole fu destinata a monumento nazionale dedicato a Vittorio Emanuele II e all’unità d’Italia.
Antonelli continuò a modificare l’opera, elevando una grande volta a padiglione, il tempietto e la guglia. Morì nel 1888 senza vedere concluso il cantiere; il figlio Costanzo ne assunse la direzione. La costruzione fu completata nel 1889 e raggiunse 167,5 metri, primato europeo per un edificio in muratura.
Una struttura spinta verso l’alto
La base quadrata sostiene un’enorme aula coperta da una volta. Sopra si innalzano il tempietto, più livelli progressivamente ridotti e la lunga cuspide. Antonelli alleggerì le murature e le collegò con catene metalliche, usando il cantiere come una continua sperimentazione sulle possibilità del mattone.
Questa ricerca produsse anche problemi. Un terremoto nel 1887 rese evidenti deformazioni e necessità di consolidamento. Nel 1904 un violento uragano rovesciò il Genio alato posto sulla sommità; la statua rimase sospesa e fu poi sostituita da una stella. Fra il 1928 e il 1936 furono inserite importanti strutture di rinforzo in calcestruzzo armato.
La guglia crollata nel 1953
Il 23 maggio 1953 un temporale eccezionale investì Torino. Il vento spezzò la parte superiore della Mole e 47 metri di cuspide precipitarono nel cortile. L’immagine dell’edificio privo della cima colpì profondamente la città, ancora segnata dalle distruzioni della guerra.
La ricostruzione non copiò semplicemente la struttura precedente. Fra il 1958 e il 1961 la guglia fu rifatta attorno a un’anima d’acciaio, più sicura ma diversa dal sistema interamente murario di Antonelli. La stella tornò in cima e la Mole recuperò l’altezza di 167,5 metri. Nel 1961, per il centenario dell’Unità d’Italia, entrò in funzione anche il primo ascensore panoramico.
La raccolta di Maria Adriana Prolo
Il Museo Nazionale del Cinema cominciò da una nota scritta da Maria Adriana Prolo nella sua agenda l’8 giugno 1941: aveva “pensato il Museo”. Storica e ricercatrice, Prolo comprese l’importanza del cinema muto torinese quando molte pellicole, macchine e documenti rischiavano di scomparire. Cercò materiali presso registi e tecnici e acquistò oggetti anche al Balôn.
Nel 1953 fondò con altri studiosi l’Associazione Museo del Cinema. La prima sede aprì a Palazzo Chiablese nel 1958 e chiuse nel 1985 per l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza. Dopo la morte di Prolo nacque la fondazione che porta il suo nome. Il museo allestito da François Confino aprì nella Mole il 20 luglio 2000.
Cosa si trova all’interno
Se decidi di entrare, il percorso parte dagli spettacoli ottici precedenti al cinema e prosegue con lanterne magiche, apparecchi, manifesti, fotografie, costumi, scenografie e sequenze di film. L’allestimento sfrutta l’altezza dell’aula: una rampa sale lungo la parete, mentre gli schermi e l’ascensore occupano il grande vuoto centrale.
L’ascensore rinnovato nel 1999 attraversa l’aula senza piani intermedi e raggiunge il tempietto a 85 metri. Da qui la vista comprende il reticolo del centro, la collina e, quando l’aria è limpida, l’arco alpino. La salita è separata dal percorso museale e può essere sospesa per ragioni tecniche o meteorologiche.
Il cinema muto torinese
Il legame fra museo e città precede la Mole. All’inizio del Novecento Torino fu uno dei maggiori centri cinematografici italiani e nel 1914 Giovanni Pastrone realizzò Cabiria. Nella Galleria Subalpina, raccontata insieme alle altre gallerie coperte in un’altra tappa, comparse e piccoli attori aspettavano di essere scelti dalle compagnie.
La Mole riunisce così due vicende indipendenti: un edificio nato dal riconoscimento dei diritti religiosi e una collezione nata per salvare la memoria del cinema. Il loro incontro nel 2000 ha dato una funzione stabile a un monumento che per oltre un secolo ne aveva cambiate diverse.
Curiosità
L’ascensore vietato prima della laurea
Secondo una credenza studentesca torinese, salire con l’ascensore panoramico prima di aver concluso l’università porterebbe sfortuna e ritarderebbe la laurea. Non esiste una spiegazione certa sull’origine del rito. La struttura vertiginosa della Mole e la lunga presenza degli studenti nel centro cittadino hanno probabilmente favorito la superstizione.
Molti neolaureati fanno quindi il percorso inverso: dopo la discussione della tesi festeggiano davanti alla Mole e finalmente salgono al tempietto. Nel 2025 il Museo Nazionale del Cinema e il Gruppo Torinese Trasporti hanno trasformato la credenza in un’iniziativa ufficiale, offrendo a neolaureati degli atenei torinesi due ingressi per museo e ascensore.
La promozione può cambiare nel tempo, ma il gesto resta significativo: una paura tramandata fra studenti è diventata un modo per celebrare pubblicamente la fine degli studi.
Informazioni pratiche
- Apertura: lunedì e da mercoledì a domenica 9:00–19:00; chiuso il martedì. Ultimo ingresso alle 18:00; ultima discesa dell’ascensore 10 minuti prima della chiusura.
- Biglietti: museo €18; ascensore panoramico €9; combinato €23. Ridotti rispettivamente €16, €7 e €20 per le categorie previste; gratuito fino a 5 anni e per le altre categorie indicate dal museo.
- Prenotazione: consigliata online, soprattutto sabato, domenica e festivi. La coda dell’ascensore può essere chiusa in anticipo quando è necessario smaltirla entro l’orario di chiusura.
- Visita: prevedere circa 2 ore per il museo; aggiungere il tempo di attesa e permanenza al tempietto per l’ascensore.
- Salita a piedi della cupola: sospesa nei mesi estivi per le alte temperature; verificare la ripresa e prenotare prima della visita.
- Accessibilità: il percorso museale principale è accessibile. L’ascensore panoramico segue regole proprie e può essere sospeso per vento forte, manutenzione o motivi di sicurezza.
- Se sei in auto: Vittorio Park, in Piazza Vittorio Veneto, è aperto 24 ore su 24 e ha accesso esterno alla ZTL Centrale.
Dove si trova
Via Montebello 20, 10124 Torino TO, Italia
Coordinate: 45.069073, 7.693184
