
Foto: Mario Antonio Rossi — CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
Museo
MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile
Il MAUTO conserva oltre 200 automobili originali di circa 80 marche e racconta l’evoluzione tecnica, industriale e sociale della mobilità. Il museo nacque nel 1933 grazie soprattutto a Carlo Biscaretti di Ruffia, che salvò vetture, motori e documenti quando l’automobile aveva una storia ancora molto giovane. La sede sul Po, progettata da Amedeo Albertini, aprì nel 1960; Cino Zucchi l’ha ampliata e trasformata per la riapertura del 2011. Fra i veicoli più celebri si trova l’Itala che nel 1907 vinse il raid da Pechino a Parigi.
Quando Torino diventò città dell’automobile
Alla fine dell’Ottocento l’automobile era ancora un esperimento costoso e incerto. A Torino nacquero officine, società e competizioni che avrebbero trasformato il veicolo in un prodotto industriale. Nel 1899 fu fondata la FIAT; fra i promotori figurava Roberto Biscaretti di Ruffia, primo presidente dell’Automobile Club di Torino.
Suo figlio Carlo, nato nel 1879, fu disegnatore, giornalista, tecnico e appassionato di motori. Capì presto un rischio che pochi vedevano: i primi veicoli diventavano obsoleti così rapidamente da essere demoliti come ferraglia. Cominciò quindi a cercare automobili, telai, motori, fotografie e disegni prima che scomparissero.
Un museo sotto gli spalti
Nel 1933 una retrospettiva di veicoli storici al Salone dell’Automobile di Milano rafforzò il progetto di un museo. Il 19 luglio dello stesso anno la Città di Torino ne deliberò l’istituzione e a Carlo Biscaretti affidò l’ordinamento delle collezioni. Il titolo di Museo Nazionale dell’Automobile fu attribuito durante il regime fascista.
La prima sede stabile fu ricavata nelle sale sotto gli spalti dello Stadio Comunale. Aprì al pubblico nel 1939 con 181 pezzi, ma soltanto 73 potevano essere esposti. Gli ambienti erano tanto freddi da consentire l’apertura per appena cinque mesi l’anno. Durante la guerra Biscaretti dovette preoccuparsi soprattutto di proteggere la raccolta, mentre il progetto di una sede adeguata fu rinviato.
La sede sul Po
Nel 1955 il Comune concesse un terreno lungo corso Unità d’Italia. Alfa Romeo, Autobianchi, FIAT, Lancia, OM e SPA contribuirono economicamente alla costruzione. Amedeo Albertini progettò un edificio nato espressamente come museo, vicino al fiume e al nuovo asse urbano del dopoguerra.
Carlo Biscaretti morì nel 1959 e non vide l’apertura della sede per la quale aveva lavorato per decenni. Il museo fu inaugurato il 3 novembre 1960, alla vigilia delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia, e venne intitolato al fondatore. La collezione comprendeva allora 106 vetture di 50 marche, oltre a telai, motori, motociclette, velocipedi e un vasto archivio.
Il passaggio collega il MAUTO alla GAM, approfondita in un’altra tappa di Torino. Le due istituzioni ricevettero quasi negli stessi anni edifici moderni progettati per le proprie collezioni: la GAM aprì nel 1959, il Museo dell’Automobile nel 1960. Erano due segnali della ricostruzione culturale della città industriale.
Il museo rinnovato
Nei primi anni Duemila la sede non rispondeva più alle esigenze del pubblico e delle collezioni. Cino Zucchi progettò l’ampliamento e la nuova facciata, un nastro di vetro che collega parti differenti dell’edificio. François Confino curò l’allestimento narrativo. Il MAUTO riaprì nel marzo 2011, durante le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Nel 2025 un nuovo intervento ha aggiornato numerose sale, migliorato l’accessibilità e inserito opere d’arte moderna e contemporanea nel percorso. Il museo comprende anche un centro di documentazione e un centro di conservazione e restauro, dove l’automobile viene trattata come oggetto complesso fatto di metalli, legno, tessuti, gomma e parti meccaniche funzionanti.
Dalla carrozza al prototipo
La collezione supera le 200 vetture originali di circa 80 marche. Comprende mezzi a vapore, le prime automobili a benzina, vetture popolari, auto da competizione e prototipi. La FIAT 3½ HP del 1899 appartiene al primo modello prodotto dalla società torinese e non possiede la retromarcia; altri veicoli spiegano l’evoluzione dell’aerodinamica, della sicurezza e del design.
Se decidi di entrare, considera almeno un’ora e mezza. Le automobili non sono esposte soltanto come oggetti tecnici: il percorso mostra come abbiano modificato lavoro, paesaggio, viaggi, pubblicità e abitudini. Alcuni esemplari possono essere temporaneamente assenti per restauri, prestiti o rotazioni.
Curiosità
L’Itala che attraversò due continenti
Nel 1907 il quotidiano francese Le Matin lanciò una provocazione: dimostrare che l’automobile poteva andare ovunque percorrendo la strada da Pechino a Parigi. Partirono cinque vetture. Sull’Itala 35/45 HP viaggiavano il principe Scipione Borghese, il meccanico Ettore Guizzardi e il giornalista Luigi Barzini.
Il percorso di circa 16.000 chilometri attraversava territori privi di strade e distributori. La vettura fu modificata con tre grandi serbatoi, ruote dello stesso diametro per ridurre i ricambi e lunghe assi di frassino al posto dei parafanghi, utili anche per superare fango e ostacoli. Barzini inviava i resoconti al Corriere della Sera attraverso le stazioni telegrafiche incontrate lungo il viaggio.
Dopo sessanta giorni l’Itala arrivò a Parigi con circa venti giorni di vantaggio sulle concorrenti più vicine. Non è una replica: la vettura del raid è conservata nel percorso del MAUTO. Entrò nella collezione nel 1933 come dono della casa Itala, proprio nell’anno di fondazione del museo.
Informazioni pratiche
- Apertura: lunedì 10:00–14:00; da martedì a domenica 10:00–19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
- Biglietti: intero €18; ridotto €15 per over 65, visitatori da 18 a 25 anni e altre categorie previste; young da 6 a 17 anni €8; gratuito fino a 5 anni e per le categorie indicate dal museo. Il biglietto comprende collezione e mostre temporanee.
- Visita: durata media circa 1 ora e 30 minuti. Il museo consiglia l’acquisto online; gruppi oltre 10 persone e scuole devono prenotare.
- Accessibilità: percorso museale privo di barriere, pannelli e modelli tattili, audiodescrizioni e sedia a rotelle gratuita. L’Open Garage è visitabile soltanto in occasioni programmate e non è accessibile alle persone in sedia a rotelle.
- Se sei in auto: il museo non dispone di un parcheggio riservato. Sono presenti parcheggi pubblici e posti a pagamento nelle strade vicine; i posti riservati alle persone con disabilità si trovano nell’area circostante.
Dove si trova
Corso Unità d’Italia 40, 10126 Torino TO, Italia
Coordinate: 45.031862, 7.673626
