Albufera

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Albufera

Un grande lago costiero circondato da risaie, canali e boschi, a pochi chilometri da Valencia. L’Albufera racconta il legame più profondo della città con l’acqua, la pesca e il riso da cui nacque la paella valenciana.

L’Albufera di Valencia si trova pochi chilometri a sud della città, separata dal Mediterraneo da una sottile fascia di dune e pineta chiamata Devesa del Saler.

A prima vista può sembrare un grande lago naturale rimasto immutato nel tempo.

In realtà, l’intero paesaggio è il risultato di un equilibrio delicatissimo tra acqua dolce, mare, risaie e attività umane.

Il nome Albufera deriva dall’arabo al-buhayra, “il piccolo mare”.

Durante il periodo islamico il lago era molto più esteso di oggi e comunicava maggiormente con il Mediterraneo. Nel corso dei secoli, i sedimenti trasportati dai fiumi, l’avanzamento della costa e soprattutto la trasformazione dei terreni in campi coltivati ne hanno progressivamente ridotto la superficie.

Quello che resta è comunque uno dei laghi costieri più importanti della Spagna.

Il cuore del parco è una grande laguna poco profonda, circondata da canali e da migliaia di ettari di risaie. L’acqua entra ed esce attraverso alcune aperture artificiali, chiamate gole, che collegano il lago al mare e permettono di regolarne il livello.

Questo controllo è essenziale.

L’Albufera non è soltanto un ambiente naturale: è anche un paesaggio modellato per secoli da pescatori e agricoltori.

Le risaie cambiano aspetto durante l’anno.

In inverno molti campi vengono allagati e il paesaggio si trasforma in un’enorme superficie d’acqua frequentata dagli uccelli migratori. In primavera iniziano le lavorazioni e la semina. Durante l’estate il riso cresce formando distese verdi, mentre tra settembre e ottobre arriva il momento della raccolta.

Il colore dell’Albufera dipende quindi anche dalla stagione.

Acqua e cielo nei mesi freddi.

Verde intenso in estate.

Terra e stoppie dopo il raccolto.

Questo ambiente ospita centinaia di specie di uccelli, tra cui aironi, garzette, cormorani, anatre e, in alcuni periodi, fenicotteri. Per molte specie migratorie l’Albufera rappresenta un luogo di sosta, alimentazione o riproduzione lungo le rotte tra Europa e Africa.

La barca è uno dei modi migliori per comprendere il paesaggio.

Le imbarcazioni tradizionali, chiamate albuferencs, hanno il fondo quasi piatto, adatto a navigare in acque poco profonde. Procedono lentamente lungo i canali e poi raggiungono la parte aperta della laguna, dove il confine tra acqua e cielo sembra quasi scomparire.

In passato queste barche non trasportavano visitatori.

Servivano per la pesca, per raggiungere le risaie, spostare attrezzi e muoversi tra i piccoli insediamenti intorno al lago.

Anche la pesca ha segnato profondamente la vita dell’Albufera.

Per secoli le comunità locali hanno pescato anguille, cefali, carpe e altre specie d’acqua dolce. L’anguilla è ancora oggi l’ingrediente principale dell’all i pebre, uno dei piatti tradizionali più caratteristici della zona, preparato con aglio, peperoncino, paprika e patate.

Il paese più legato a questa storia è El Palmar.

Oggi è conosciuto soprattutto per i ristoranti e le escursioni in barca, ma nacque come piccolo insediamento di pescatori costruito su un’isola della laguna.

Per lungo tempo era raggiungibile principalmente in barca.

Le famiglie vivevano in abitazioni semplici e lavoravano seguendo i ritmi dell’acqua, della pesca e della coltivazione del riso.

Tra gli edifici tradizionali dell’area si trova la barraca valenciana, una casa rurale con pareti bianche e un tetto molto spiovente ricoperto un tempo con materiali vegetali.

La sua forma non era decorativa.

Il tetto inclinato permetteva alla pioggia di scorrere rapidamente, mentre i materiali disponibili nella zona rendevano la costruzione economica e adatta alla vita nella pianura umida.

L’Albufera è legata soprattutto alla nascita della paella valenciana.

Il riso coltivato nei campi circostanti veniva cucinato dagli agricoltori direttamente sul posto, utilizzando ingredienti facilmente disponibili: pollo, coniglio, fagiolini piatti, garrofó e, secondo le zone e la stagione, lumache.

La padella larga e poco profonda permetteva al riso di cuocere in uno strato sottile sul fuoco di legna.

La paella non nacque quindi come piatto raffinato da ristorante.

Era un pasto condiviso, preparato all’aperto da chi lavorava nei campi.

Anche la parola paella indicava originariamente la padella, non la ricetta. Il nome del recipiente finì poi per identificare il piatto cucinato al suo interno.

Il rapporto tra Valencia e l’Albufera non è stato sempre pacifico.

Nel Novecento una parte della Devesa rischiò di essere occupata da strade, alberghi e grandi progetti urbanistici. La mobilitazione degli abitanti e delle associazioni contribuì a fermare parte delle costruzioni e a proteggere il paesaggio.

Nel 1986 l’area venne dichiarata Parco Naturale, il primo istituito dalla Generalitat Valenciana.

La protezione, però, non ha eliminato tutti i problemi.

La qualità dell’acqua è stata danneggiata nel tempo dall’urbanizzazione, dagli scarichi, dall’agricoltura intensiva e dalla riduzione degli apporti d’acqua pulita. La conservazione del lago dipende ancora oggi da un equilibrio difficile tra natura, coltivazioni, pesca, turismo e crescita urbana.

L’Albufera non è quindi soltanto il luogo del tramonto fotografato dalla barca.

È il paesaggio che ha nutrito Valencia.

Ha fornito pesce.

Ha prodotto il riso.

Ha dato lavoro a pescatori e agricoltori.

Ha accolto migliaia di uccelli lungo le loro migrazioni.

E ha trasformato un semplice pasto cucinato nei campi in uno dei piatti spagnoli più conosciuti nel mondo.

Curiosità

Dal 1911 il lago dell’Albufera appartiene al Comune di Valencia.

La città lo acquistò ufficialmente dalla Corona spagnola pagando poco più di un milione di pesetas.

Valencia non possiede quindi soltanto un grande parco alle proprie porte: è proprietaria del lago che per secoli ha alimentato la sua economia, la sua cucina e una parte fondamentale della sua identità.

Informazioni pratiche

Orari
Il Parco Naturale è sempre accessibile.
Le escursioni in barca seguono orari diversi secondo il gestore e la stagione.

Prezzi
Accesso al parco: gratuito
Ponteggio in barca diurno: generalmente 4,50–6 € per adulto
Tramonto in barca: generalmente 6,50–7 € per adulto
La navigazione dura circa 40–60 minuti.

Durata consigliata
Almeno 2–3 ore.
Mezza giornata se si abbina El Palmar, il giro in barca e il pranzo.

Come arrivare
Autobus EMT 24 per El Palmar.
Autobus EMT 25 per El Saler ed El Perellonet.
Il viaggio dal centro richiede generalmente meno di un’ora.

Tip
Per il tramonto è meglio prenotare, soprattutto nel fine settimana. El Palmar è la scelta più comoda per unire barca e pranzo; il pontile della Gola de Pujol è invece pratico per una sosta più breve e per osservare il lago.

Dove si trova

Parc Natural de l'Albufera

Coordinate: 39.3324, -0.3306

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