Plaza della Reina

Piazza · Ciutat Vella

Plaza della Reina

Plaza de la Reina sembra essere da sempre il grande spazio monumentale davanti alla Cattedrale. In realtà, per secoli qui esisteva un fitto intreccio di case, botteghe e strade strette. La piazza cominciò a formarsi soltanto nell’Ottocento e continuò a cambiare fino alla grande riqualificazione conclusa nel 2022. Anche la prospettiva sulla Porta dei Ferri e sul Miguelete, oggi diventata una delle immagini simbolo di Valencia, è quindi molto più recente di quanto sembri.

Una piazza che sembra più antica di quanto sia

Posizionati nella parte meridionale della piazza e guarda verso la Cattedrale.

Da qui la Porta dei Ferri e il Miguelete formano una delle vedute più riconoscibili di Valencia. Tutto sembra disposto apposta per creare un grande scenario monumentale: la piazza aperta, la facciata barocca al centro e il campanile gotico che emerge alle sue spalle.

Eppure, per gran parte della storia della città, questa veduta non esisteva.

Plaza de la Reina non è una piazza medievale e non fu progettata insieme alla Cattedrale.

Al suo posto sorgeva un fitto intreccio di case, botteghe, conventi e strade strette.

La facciata nata tra le case

Una delle strade scomparse era l’antica calle Zaragoza, che attraversava l’area oggi occupata dalla piazza e arrivava quasi davanti alla Porta dei Ferri.

Osserva la facciata principale della Cattedrale.

La sua forma è leggermente curva e concava. Non si tratta soltanto di una scelta decorativa tipica del Barocco.

Quando la porta venne costruita, all’inizio del Settecento, lo spazio davanti era molto ristretto e circondato dagli edifici. Una facciata completamente piana sarebbe stata difficile da osservare.

La curvatura permetteva invece alla Porta dei Ferri di attirare lo sguardo anche di chi si avvicinava lateralmente, percorrendo una strada stretta e irregolare.

Oggi puoi contemplarla da grande distanza e vederla quasi per intero.

In origine doveva apparire poco alla volta tra le case, diventando sempre più imponente man mano che ci si avvicinava.

La facciata non è cambiata.

È cambiata completamente la città che le stava davanti.

La nascita della piazza

La trasformazione cominciò nell’Ottocento, quando Valencia avviò importanti interventi urbanistici per aprire nuove strade e migliorare i collegamenti nel centro.

Nel 1868 venne demolito il convento di Santa Tecla, che occupava una parte dell’area vicina alla chiesa di Santa Catalina.

Poco dopo iniziò l’apertura di Calle de la Paz, una nuova strada rettilinea progettata secondo il modello delle grandi trasformazioni urbanistiche europee dell’epoca.

Le demolizioni crearono un primo slargo davanti alla Cattedrale.

Era molto più piccolo dell’attuale piazza e aveva una forma irregolare, quasi triangolare. Veniva inizialmente indicato con nomi legati agli edifici e alle strade vicine, come Plaza de Santa Catalina o Plaza Zaragoza.

Nel 1878 ricevette il nome di Plaza de la Reina, in onore di María de las Mercedes d’Orléans, moglie del re Alfonso XII.

Il nome completo era Plaza de la Reina María de las Mercedes, ma i valenciani cominciarono quasi subito ad abbreviarlo nella forma utilizzata ancora oggi.

Una piazza costruita attraverso le demolizioni

La nascita della piazza non avvenne con un unico progetto.

Nel corso dei decenni furono demoliti altri edifici e isolati, ampliando gradualmente lo spazio davanti alla Cattedrale.

Ogni demolizione modificava anche la percezione dei monumenti.

La Porta dei Ferri, progettata per essere scoperta da vicino, divenne sempre più visibile.

Il Miguelete, un tempo circondato da un tessuto urbano compatto, si trasformò in un grande punto di riferimento per chi attraversava il centro.

Quella che oggi sembra una prospettiva storica e immutabile è quindi il risultato di decisioni urbanistiche relativamente recenti.

Dalle case alle automobili

Nel Novecento Plaza de la Reina cambiò nuovamente funzione.

Lo spazio aperto non venne utilizzato soprattutto come luogo d’incontro, ma come uno dei principali nodi del traffico cittadino.

Automobili, autobus, carreggiate e fermate occupavano gran parte della superficie. I pedoni disponevano soltanto dei marciapiedi e di alcune zone centrali.

Sotto la piazza venne costruito anche un grande parcheggio sotterraneo.

Per molti anni, quindi, la veduta della Cattedrale fu attraversata continuamente dal traffico.

La piazza nata demolendo le case era diventata soprattutto uno spazio destinato al movimento dei veicoli.

La nuova Plaza de la Reina

L’aspetto attuale è il risultato della riqualificazione conclusa nel 2022.

Quasi dodicimila metri quadrati sono stati trasformati in uno spazio prevalentemente pedonale, con alberi, sedute, fontane e zone pensate per offrire ombra e sollievo durante i mesi più caldi.

Il nuovo progetto non ha cercato soltanto di eliminare il traffico.

Sul pavimento sono stati tracciati percorsi che ricordano la posizione di alcune delle case esistenti prima della formazione della piazza. È stato conservato anche un tratto delle antiche rotaie del tram, mentre pannelli accessibili e testi in Braille raccontano parte della storia dello spazio.

La piazza invita quindi a guardare i monumenti, ma conserva anche la memoria di ciò che è scomparso.

Sotto l’ordine apparente della pavimentazione moderna rimane il ricordo di una città fatta di strade strette, edifici addossati e prospettive completamente diverse.

Una prospettiva costruita nel tempo

Plaza de la Reina racconta il modo in cui una città può trasformarsi senza che chi la attraversa percepisca immediatamente quanto sia cambiata.

Prima fu un intreccio di case, conventi e botteghe.

Poi uno slargo nato dalle demolizioni ottocentesche.

Nel Novecento divenne un grande nodo del traffico.

Infine è stata restituita prevalentemente ai pedoni.

La Cattedrale e il Miguelete sembrano essere sempre stati osservati dalla prospettiva che hai davanti.

In realtà, questa grande immagine monumentale è uno dei risultati più recenti della storia del centro di Valencia.

La prossima volta che guarderai la Porta dei Ferri, prova quindi a cancellare mentalmente la piazza.

Immagina le case quasi a ridosso della facciata.

Una strada stretta che arriva di lato.

E il Barocco della Cattedrale che appare all’improvviso, soltanto negli ultimi metri.

Curiosità

Il valenciano che lasciò il segno su New York

Cerca nella piazza la scultura dedicata a Rafael Guastavino, raffigurato mentre traccia con la mano la forma di un arco.

L’architetto nacque nel 1842 proprio nelle vicinanze dell’attuale Plaza de la Reina, in un edificio successivamente scomparso durante le trasformazioni della zona.

Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, diffuse un sistema di costruzione basato su sottili mattoni sovrapposti, ispirato alle tradizionali volte mediterranee.

Le cosiddette volte Guastavino erano leggere, resistenti al fuoco e capaci di coprire grandi spazi con eleganti superfici curve.

Il sistema venne utilizzato in centinaia di edifici americani. Le sue strutture compaiono anche nella Grand Central Terminal, nella metropolitana e in importanti edifici pubblici di New York.

Negli Stati Uniti Guastavino divenne tanto conosciuto da essere soprannominato “l’architetto di New York”, mentre nella sua città natale rimase a lungo quasi dimenticato.

La statua è stata collocata nel 2022 vicino al luogo in cui sorgeva la casa nella quale nacque.

Plaza de la Reina conserva così il ricordo non soltanto degli edifici demoliti, ma anche di un valenciano che portò una tecnica tradizionale della sua terra dall’altra parte dell’Atlantico.

Informazioni pratiche

Punto di osservazione consigliato

Per vedere insieme la Porta dei Ferri e il Miguelete, raggiungi la parte meridionale della piazza, verso Santa Catalina, e guarda in direzione della Cattedrale.

Avvicinandoti successivamente alla facciata noterai meglio la sua curvatura e potrai immaginare quanto fosse ristretto lo spazio originario.

Tracce da cercare

Durante la visita osserva:

  • i segni sulla pavimentazione che ricordano alcuni degli edifici scomparsi;
  • il tratto conservato delle antiche rotaie del tram;
  • la scultura dedicata a Rafael Guastavino;
  • i pannelli informativi accessibili anche tramite testi in Braille.

Accessibilità

La piazza è prevalentemente pedonale, pianeggiante e dotata di percorsi accessibili.

Sono presenti:

  • panchine e sedute adattate;
  • alberi e zone d’ombra;
  • fontane e diffusori d’acqua utilizzati nei periodi più caldi;
  • accessi al parcheggio sotterraneo;
  • un punto di informazione turistica.

Durante processioni, festività religiose ed eventi cittadini, alcuni percorsi possono essere temporaneamente modificati e la piazza può diventare molto affollata.

Quando visitarla

  • Prima mattina: meno affollamento e maggiore tranquillità
  • Tardo pomeriggio: buona luce sulla Cattedrale e temperature generalmente più gradevoli
  • Sera: illuminazione monumentale e atmosfera vivace

Nelle ore centrali estive il caldo può essere intenso, nonostante la presenza di alberi e sistemi di nebulizzazione.

Durata consigliata

  • Visita con audioguida: circa 15–20 minuti
  • Prevedi un tempo separato per la visita della Cattedrale o la salita al Miguelete, che dispongono di schede dedicate.

Dove si trova

Plaça de la Reina, 46003 València, Spagna

Coordinate: 39.474422, -0.375364

Apri su Google Maps

Vicino a qui

Viaggiando Insieme