
Piazza
Plaza Mayor
Una grande piazza porticata nata sul luogo dell’antico mercato fuori dalle mura. Tra balconi, archi monumentali e facciate uniformi, Plaza Mayor conserva la storia della Madrid degli Asburgo, degli spettacoli pubblici e degli incendi che ne cambiarono completamente l’aspetto.
Dal mercato alla piazza della corte
Prima di Plaza Mayor esisteva la Plaza del Arrabal, il principale mercato cittadino, sorto fuori dalle mura medievali nel punto in cui convergevano le strade dirette a Toledo e Atocha.
Dopo il trasferimento della corte a Madrid, Filippo II ordinò di trasformare quello spazio disordinato. I lavori furono completati nel 1619 sotto Filippo III, seguendo il progetto dell’architetto Juan Gómez de Mora.
Il palcoscenico del potere
La piazza ospitava mercati, feste, processioni, celebrazioni reali e corride. Vi si svolsero anche esecuzioni pubbliche e cerimonie dell’Inquisizione. I balconi permettevano alla corte e alle famiglie privilegiate di assistere agli avvenimenti dall’alto.
L’edificio più riconoscibile è la Casa de la Panadería. Ospitava il principale forno cittadino e contribuiva al controllo del prezzo del pane. Gli affreschi visibili oggi furono realizzati da Carlos Franco nel 1992.
La ricostruzione dopo l’incendio
Plaza Mayor fu colpita da tre grandi incendi. Quello del 1790 distrusse una parte considerevole degli edifici. Juan de Villanueva guidò la ricostruzione, abbassando le facciate, chiudendo gli angoli e creando grandi archi d’ingresso.
Il più celebre è l’Arco de Cuchilleros, costruito per superare il forte dislivello con la strada sottostante. Il nome ricorda i coltellinai che lavoravano nella zona e rifornivano i macellai della vicina Casa de la Carnicería.
L’orologiaio e i balconi dipinti
Attraversando l’Arco de la Sal raggiungi una breve strada che conserva due particolarità una di fronte all’altra.
Sopra l’Antigua Relojería, fondata nel 1880, si trova un carillon installato nel 2010 seguendo i disegni di Antonio Mingote. Rappresenta un orologiaio intento a lavorare nel proprio laboratorio. Quando si anima, muove lentamente le braccia mentre suonano melodie tradizionali madrilene.
Sulla facciata opposta compaiono quattro falsi balconi, anch’essi ideati da Mingote. Le figure sono ispirate a Fortunata e Jacinta, il romanzo di Benito Pérez Galdós ambientato proprio nelle strade intorno a Plaza Mayor.
La Posada del Peine
Poco più avanti, in Calle de Postas, si trova la Posada del Peine, aperta intorno al 1610 per accogliere mercanti e viaggiatori.
Il nome deriva dal pettine messo a disposizione degli ospiti, un servizio piuttosto insolito per l’epoca. Per evitare che qualcuno lo portasse via, veniva legato con una cordicella.
L’espressione madrilena «Esto parece la Posada del Peine» indica ancora oggi un luogo nel quale entra ed esce continuamente gente.
Curiosità
Fortunata e Jacinta affacciate sulla strada
I balconi dipinti da Antonio Mingote raccontano Fortunata e Jacinta, il grande romanzo pubblicato da Benito Pérez Galdós alla fine dell’Ottocento e ambientato proprio nelle strade intorno a Plaza Mayor.
Nel balcone più basso riconosci lo scrittore insieme ai tre protagonisti. Juanito Santa Cruz è un giovane ricco e affascinante che seduce Fortunata, una ragazza di origine popolare, e poi la abbandona per sposare Jacinta, appartenente alla sua stessa classe sociale.
Juanito continua però a tornare da Fortunata, trascinando entrambe le donne in una relazione dolorosa. Fortunata rimane incinta e dà alla luce un bambino, mentre Jacinta scopre di non poter avere figli.
Quando Fortunata, gravemente malata, capisce che sta per morire, decide di affidare proprio a Jacinta il figlio avuto da Juanito. Jacinta accoglie il bambino, ma smette definitivamente di perdonare il marito. Alla fine Juanito perde entrambe: Fortunata muore e Jacinta gli diventa completamente estranea.
Nei balconi superiori Mingote allarga il racconto alla Madrid del romanzo: una coppia borghese, corteggiatori, un militare, un poeta e una famiglia di musicisti poveri. Più sali con lo sguardo, più diminuisce la ricchezza dei personaggi, come accadeva realmente negli edifici ottocenteschi.
La facciata diventa così una casa aperta sulla società descritta da Galdós: i ricchi abitano ai piani più comodi, mentre artisti e famiglie senza denaro vengono spinti verso la soffitta.
Informazioni pratiche
- Ingresso: gratuito.
- Orari: la piazza è sempre accessibile.
- Centro informazioni turistiche: nella Casa de la Panadería, aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00.
- Carillon di Calle de la Sal: normalmente si anima ogni mezz’ora; il funzionamento può essere sospeso per manutenzione.
- Mercatino di Natale 2026: previsto dalla fine di novembre al 31 dicembre.
- Accessibilità: la piazza è pianeggiante. L’Arco de Cuchilleros presenta una scalinata.
- Affollamento: particolarmente intenso nei fine settimana, durante gli eventi e nel periodo natalizio.
- Parcheggio più vicino: EMT Plaza Mayor, con accessi carrabili da Calle de Felipe III, Calle de Gerona e Calle de Toledo. La zona è soggetta alle limitazioni della Zona a Basse Emissioni del centro.
Dove si trova
Casa de la Panadería, Plaza Mayor 27, 28012 Madrid
Coordinate: 40.415843, -3.707421
