
Foto: Cristina Morettini 95 — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
Chiesa
Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena
Uno dei più grandi complessi monastici d’Europa, fondato nel Cinquecento e trasformato più volte da lava, terremoti e ricostruzioni. Oggi è sede dell’Università di Catania e conserva chiostri barocchi, ambienti cinquecenteschi, antiche cucine e resti di abitazioni romane.
Un monastero grande come una città
Il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena venne fondato nel 1558 dai monaci cassinesi.
Non era pensato soltanto come luogo di preghiera.
Nel complesso esistevano celle, refettori, biblioteca, cucine, cantine, giardini e grandi ambienti destinati alla vita quotidiana della comunità. Con gli ampliamenti successivi diventò uno dei complessi monastici più grandi d’Europa.
La lava arriva al monastero
Nel 1669 una delle più importanti eruzioni storiche dell’Etna raggiunse Catania.
La colata arrivò fino alle mura del monastero cinquecentesco. L’edificio principale riuscì in gran parte a salvarsi, mentre la chiesa annessa venne gravemente danneggiata e il terreno circostante cambiò completamente.
In alcuni punti la lava raggiunse uno spessore di molti metri.
I Benedettini non eliminarono quel nuovo paesaggio: durante le ricostruzioni successive impararono a costruirci sopra e intorno.
Ancora oggi una parte degli ambienti del monastero poggia direttamente sul banco di lava del 1669.
Ventiquattro anni dopo, il terremoto
Nel 1693 arrivò la seconda catastrofe.
Il terremoto che distrusse gran parte di Catania colpì duramente anche il monastero. Del complesso più antico sopravvissero soprattutto gli ambienti inferiori e alcune strutture.
La ricostruzione iniziò nei primi anni del Settecento e il monastero venne ampliato enormemente.
Alla nuova fase lavorarono diversi architetti, tra cui Giovanni Battista Vaccarini, protagonista anche della ricostruzione barocca di Piazza del Duomo e della Cattedrale.
A Vaccarini sono legate, tra le altre cose, le grandi cucine, il refettorio e il progetto della biblioteca.
Sotto il monastero c’è ancora Catania antica
Durante gli interventi archeologici sono emerse strutture molto precedenti ai Benedettini.
Nel complesso si conservano due domus romane, mentre gli scavi hanno restituito testimonianze che attraversano diverse fasi della storia di Catania, dall’età antica fino al Medioevo.
È uno degli esempi più chiari di un carattere fondamentale di Catania: la città non sostituisce completamente ciò che c’era prima. Spesso costruisce sopra.
Qui, nello stesso complesso, si incontrano quindi la città romana, il monastero cinquecentesco, la lava del Seicento e la ricostruzione barocca.
Le cucine dei Benedettini
Tra gli ambienti più particolari ci sono le grandi cucine settecentesche progettate da Vaccarini.
Erano organizzate per servire una comunità numerosa e disponevano di grandi spazi per la preparazione e la conservazione degli alimenti.
Sotto la cucina si trova un livello di servizio tradizionalmente chiamato il Ventre, collegato agli ambienti superiori attraverso aperture nel pavimento.
Qui la presenza dell’Etna diventa addirittura parte dell’architettura: muri e pilastri delle cucine furono costruiti direttamente sul banco di lava solidificata del 1669.
Da monastero a università
Nel 1866, dopo la soppressione degli ordini religiosi, il complesso passò al demanio e nel tempo venne utilizzato per funzioni civili molto diverse.
Nel Novecento iniziò un grande progetto di recupero guidato dall’architetto Giancarlo De Carlo, che trasformò il monastero in una sede universitaria senza cercare di cancellarne le parti precedenti.
Oggi ospita il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.
Chiostri barocchi, strutture antiche e interventi contemporanei vengono quindi attraversati ogni giorno da studenti e docenti.
Curiosità
Una cucina costruita direttamente sulla lava dell’Etna
Le cucine settecentesche non si limitano a conservare il ricordo dell’eruzione del 1669.
Sono costruite sopra la sua lava.
Vaccarini sfruttò il grande banco lavico solidificato come parte stessa della struttura e diversi muri e pilastri poggiano direttamente sulla roccia vulcanica, senza una normale fondazione intermedia.
Sotto le cucine si sviluppano inoltre cantine e ambienti di servizio ricavati adattandosi alla forma irregolare della lava.
È uno dei punti in cui il rapporto tra Catania e l’Etna smette di essere una storia da raccontare: diventa letteralmente parte dell’edificio.
Informazioni pratiche
- Accesso: alcune aree universitarie sono liberamente accessibili; il percorso completo richiede visita guidata.
- Orari visite guidate: tutti i giorni 10:00–17:00; dal 1° agosto fino alle 18:00.
- Costo visita guidata: €10 intero; €7,50 over 65; €6 studenti universitari non UNICT; €3 minori di 19 anni; gratuito sotto i 7 anni e per persone con disabilità.
- Prenotazione: necessaria per la visita guidata.
Dove si trova
Piazza Dante 32, Catania
Coordinate: 37.503324, 15.080045
