Castello Ursino

Foto: Donat66 — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Fortezza

Castello Ursino

La fortezza fatta costruire da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Un tempo sorgeva quasi sulla costa, ma l’eruzione dell’Etna del 1669 circondò il castello di lava e creò nuova terra tra le mura e il mare. Oggi ospita il Museo Civico di Catania.

Il castello di Federico II

Castello Ursino venne costruito per volontà di Federico II di Svevia a partire dal 1239, nell’ambito del programma di fortificazioni voluto dall’imperatore in Sicilia.

Il progetto è legato a Riccardo da Lentini e segue una geometria molto rigorosa: una grande pianta quadrata organizzata intorno a un cortile centrale, con torri agli angoli e lungo i lati.

Non era soltanto una fortezza. La monumentalità dell’edificio serviva anche a rendere visibile il potere imperiale sulla città.

Quando il mare arrivava quasi alle mura

Oggi il Castello Ursino sembra trovarsi pienamente dentro la città.

Nel Medioevo il paesaggio era completamente diverso.

La fortezza sorgeva molto più vicina alla costa e la sua posizione aveva una precisa funzione strategica: controllare la città e il settore marittimo.

Poi arrivò l’eruzione del 1669.

La lava raggiunse Catania, circondò il castello senza distruggerne la struttura principale e continuò ad avanzare verso il mare. Raffreddandosi creò nuova terra e modificò la linea di costa.

Il castello rimase dov’era. Fu il territorio attorno a lui a cambiare.

Ventiquattro anni dopo arrivò il terremoto

Solo ventiquattro anni dopo l’eruzione arrivò il terremoto del 1693.

Il Castello Ursino sopravvisse anche a questa catastrofe, ma subì danni: crollarono alcune semitorri e il torrione sud-orientale.

Il fatto che gran parte della struttura medievale sia rimasta in piedi rende il castello particolarmente importante in una città in cui moltissimi edifici precedenti al terremoto sono invece scomparsi.

Da fortezza a palazzo reale

La funzione del castello era già cambiata molto prima dell’eruzione.

Durante il periodo aragonese diventò una residenza reale e fu legato ad alcuni dei principali avvenimenti politici della Sicilia. Qui soggiornarono sovrani della dinastia aragonese e il castello fu anche sede di riunioni parlamentari.

Con il passare dei secoli perse progressivamente la funzione di residenza e venne utilizzato come sede militare, caserma e soprattutto come prigione.

Il Museo Civico

Nel Novecento il castello venne restaurato e nel 1934 divenne sede del Museo Civico di Catania.

Le raccolte sono nate dall’unione di importanti collezioni cittadine, tra cui quelle del principe di Biscari e dei Benedettini di San Nicolò l’Arena.

Al piano terra prevalgono archeologia e collezioni antiquarie; ai piani superiori si trovano la Pinacoteca, la numismatica e altre raccolte artistiche e storiche.

Curiosità

I prigionieri hanno lasciato le loro scritte sulle mura

Quando Castello Ursino venne utilizzato come carcere, alcuni detenuti lasciarono graffiti e iscrizioni direttamente sulle pareti.

Una parte è ancora visibile nel complesso.

Sono segni molto diversi dalla decorazione ufficiale del castello: nomi, simboli e tracce incise da persone che vivevano quelle stanze non come una residenza reale o una fortezza, ma come una prigione.

È uno dei pochi punti in cui la lunga storia dell’edificio viene raccontata non dai sovrani o dagli architetti, ma direttamente da chi vi fu rinchiuso.

Informazioni pratiche

  • Accesso: a pagamento.
  • Orari: lunedì–domenica 9:00–19:00; ultimo ingresso 18:00.
  • Costo: €6 intero; €3 ridotto; €2 scuole.

Dove si trova

Piazza Federico II di Svevia, Catania

Coordinate: 37.500522, 15.083759

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