Plaza de Toros de Valencia

Foto: Dorieo — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Monumento storico / Architettura · Centro – Estación del Norte

Plaza de Toros de Valencia

La **Plaza de Toros di Valencia** è una delle grandi arene storiche della Spagna, inaugurata nel 1859 su progetto di Sebastián Monleón Estellés. La facciata in mattoni, attraversata da quattro ordini di arcate, richiama il Colosseo e l’anfiteatro romano di Nîmes. All’interno, ferro, corridoi e gradinate trasformavano l’edificio in una macchina capace di accogliere quasi diciassettemila spettatori. Nata quando la corrida era uno dei principali riti collettivi della città, oggi racconta anche il dibattito contemporaneo su una tradizione che continua a dividere profondamente l’opinione pubblica.

Dalle arene provvisorie a un edificio permanente

Prima della costruzione della Plaza de Toros, le corride valenciane si svolgevano soprattutto in Plaza del Mercado e in altre piazze adattate con strutture temporanee.

La crescente popolarità dello spettacolo rese necessario uno spazio stabile, capace di accogliere una folla numerosa e di organizzare in modo più efficiente l’ingresso del pubblico, degli animali e dei partecipanti.

I lavori iniziarono nel 1850 su progetto dell’architetto valenciano Sebastián Monleón Estellés.

L’arena venne inaugurata il 22 giugno 1859.

Un anfiteatro romano costruito nell’Ottocento

La facciata appare come un grande cilindro in mattoni formato da quattro ordini di arcate.

Gli archi sono ribassati al piano terreno e semicircolari nei tre livelli superiori. In totale se ne contano 384.

Il progetto richiama apertamente il Colosseo e l’anfiteatro romano di Nîmes, reinterpretati però attraverso materiali e tecniche ottocentesche.

Il perimetro è in realtà formato da quarantotto lati, talmente ravvicinati da far apparire l’edificio perfettamente circolare.

Mattoni, luce e ferro

Le arcate non possiedono soltanto una funzione decorativa.

Permettono alla luce e all’aria di raggiungere le gallerie, facilitano la distribuzione del pubblico e alleggeriscono visivamente l’enorme massa dell’edificio.

La Plaza de Toros fu inoltre uno dei primi grandi edifici di Valencia a utilizzare apertamente il ferro.

Le colonne metalliche sostengono le gallerie superiori e consentono di organizzare gli spalti senza riempire l’interno di muri massicci.

Quasi diciassettemila spettatori

Al momento dell’inaugurazione, l’arena poteva accogliere circa 16.800 persone.

Ventiquattro settori di gradinate circondavano la pista, mentre scale e corridoi distribuivano il pubblico sui differenti livelli.

Al piano inferiore si trovavano stalle, recinti, passaggi per i toreri, locali di servizio e infermeria.

L’arena funzionava quindi come una macchina progettata per preparare e mostrare ogni fase dell’evento.

Dopo gli interventi effettuati nel tempo, la capienza attuale è inferiore e si aggira intorno ai 10.500 posti.

Sole, ombra e classi sociali

I settori venivano distinti soprattutto tra sol e sombra.

I posti all’ombra erano più costosi perché permettevano di seguire lo spettacolo senza restare per ore sotto il sole.

Quelli esposti direttamente alla luce erano più economici.

La collocazione sugli spalti rivelava quindi anche la posizione economica dello spettatore.

Il grande teatro popolare

Nella società valenciana dell’Ottocento, la corrida era uno degli spettacoli pubblici più importanti.

I toreri più famosi godevano di una popolarità paragonabile a quella delle grandi stelle sportive contemporanee.

Il pubblico partecipava attivamente, applaudendo, protestando e giudicando ogni gesto.

Le principali corride si svolgevano durante le Fallas e la Feria de Julio, entrando nel calendario delle grandi celebrazioni cittadine.

L’arena venne utilizzata anche per concerti, manifestazioni politiche, eventi sportivi e grandi riunioni pubbliche.

Fascino e violenza

Vicente Blasco Ibáñez raccontò il mondo taurino nel romanzo “Sangue e arena”.

Il suo sguardo non fu semplicemente celebrativo: accanto al fascino del torero e all’entusiasmo della folla, mostrò anche la violenza, la fragilità degli idoli popolari e l’instabilità del successo.

La stessa ambivalenza accompagna ancora oggi la Plaza de Toros.

Per alcuni, la tauromachia rappresenta una tradizione storica e culturale.

Per altri è uno spettacolo incompatibile con il rispetto degli animali.

L’edificio rimane così una testimonianza fondamentale della Valencia ottocentesca, ma anche il centro di una discussione che appartiene pienamente al presente.

Due immagini della città moderna

Accanto all’arena sorge l’Estación del Norte, inaugurata nel 1917.

La vicinanza dei due edifici crea un contrasto particolarmente significativo.

La Plaza de Toros trasformò un antico spettacolo popolare in un rito collettivo organizzato per migliaia di persone.

La stazione celebrò invece il viaggio, l’industria e la tecnologia ferroviaria.

In pochi metri convivono due differenti simboli della Valencia moderna.

Curiosità

Trecentottantaquattro archi

La facciata della Plaza de Toros è attraversata da 384 archi.

Non servono soltanto a ricordare il Colosseo e gli anfiteatri romani: fanno entrare aria e luce nelle gallerie e rendono meno pesante l’enorme struttura in mattoni.

Il monumento, inoltre, non è perfettamente circolare. È un poligono di quarantotto lati che, osservato dalla strada, crea l’illusione di un cilindro continuo.

Informazioni pratiche

Visita esterna
Sempre visibile · Gratuita

Arena e Museo Taurino
Apertura da verificare prima della visita
Visit Valencia segnala una chiusura temporanea per lavori

Orari ordinari, quando accessibile
Mar–sab 10:00–19:00
Dom e festivi 10:00–14:00

Ingresso alla visita
Dal passaggio accanto al Museo Taurino

Dove si trova

Carrer de Xàtiva, 28, 46004 València, Spagna

Coordinate: 39.46676, -0.376

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