
Ponte
Ponte delle Catene
**Il primo ponte permanente tra Buda e Pest e uno dei simboli della nascita della capitale moderna. Voluto da István Széchenyi, fu inaugurato nel 1849 e ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale.**
Prima del ponte
Per secoli Buda e Pest furono separate da un Danubio difficile da attraversare. Si utilizzavano barche e ponti galleggianti, spesso smontati durante l’inverno. Quando il fiume gelava, le condizioni potevano rendere il passaggio pericoloso o impossibile.
Il Ponte delle Catene fu il primo collegamento stabile tra le due rive. La sua apertura cambiò la vita economica e politica della città molto prima dell’unificazione ufficiale del 1873.
István Széchenyi e l’idea del collegamento
Il progetto è legato al conte István Széchenyi, uno dei protagonisti della modernizzazione ungherese. Secondo il racconto più diffuso, nel 1820 un’impossibilità di attraversare il Danubio gli impedì di raggiungere in tempo il funerale del padre. L’esperienza avrebbe rafforzato la sua determinazione a costruire un ponte permanente.
La vicenda personale è diventata parte della memoria del ponte, ma il progetto rispondeva soprattutto a una necessità collettiva: unire mercati, istituzioni e comunità che vivevano sulle due sponde.
Due Clark, nessuna parentela
Il disegno fu affidato all’ingegnere inglese William Tierney Clark, mentre i lavori furono diretti dallo scozzese Adam Clark. Non erano parenti, nonostante il cognome identico. Il finanziamento coinvolse anche il banchiere di origine greca Georgios Sinas.
I lavori iniziarono nel 1839. La struttura sospesa, sostenuta da grandi catene metalliche, rappresentava una delle più importanti opere ingegneristiche dell’Europa centrale.
Un’inaugurazione amara
La rivoluzione del 1848-1849 interruppe e complicò il cantiere. Le parti in guerra tentarono anche di distruggere il ponte per impedire il passaggio delle truppe. L’inaugurazione avvenne nel novembre del 1849, dopo la sconfitta ungherese, sotto la presidenza del generale austriaco Haynau.
Per gli ungheresi la cerimonia fu dolorosa: il ponte della modernizzazione nazionale veniva aperto da un rappresentante del potere che aveva appena represso la rivoluzione.
Distrutto e ricostruito
Nel 1945 le truppe tedesche in ritirata fecero saltare il ponte insieme agli altri attraversamenti del Danubio. Le torri rimasero in piedi, mentre la campata precipitò nel fiume. La ricostruzione terminò nel 1949, esattamente cento anni dopo la prima apertura.
Oggi il Ponte delle Catene conserva il valore con cui nacque: non è soltanto un’infrastruttura, ma il simbolo dell’unione tra Buda e Pest.
Curiosità
I leoni hanno davvero la lingua?
Una leggenda cittadina sostiene che lo scultore János Marschalkó dimenticò di realizzare le lingue dei leoni. In realtà le lingue esistono, ma dalla strada sono difficili da vedere perché restano arretrate nella bocca. Il dettaglio si trasformò comunque in una delle storie più ripetute di Budapest
Informazioni pratiche
- Il ponte è attraversabile a piedi; controlla eventuali limitazioni temporanee al traffico o ai marciapiedi.
- Per una vista completa, osserva il ponte dalla piazza Széchenyi oppure dal tunnel sul lato di Buda.
- La sera l’illuminazione rende particolarmente leggibili piloni e cavi.
- Presta attenzione a biciclette e flussi pedonali negli spazi condivisi.
Dove si trova
Széchenyi Lánchíd, 1051 Budapest
Coordinate: 47.498993, 19.043699
