Museo Reina Sofía

Foto: Ricardo Ricote Rodrí… — CC BY 3.0 — Wikimedia Commons

Museo

Museo Reina Sofía

Un antico ospedale trasformato nel grande museo spagnolo dell’arte del Novecento. Custodisce opere di Picasso, Dalí, Miró e Juan Gris, ma il suo centro simbolico è Guernica: un dipinto nato dalla Guerra civile e tornato in Spagna soltanto dopo il ripristino della democrazia.

Da ospedale a museo

La sede principale del Reina Sofía occupa l’antico Ospedale Generale di Madrid, progettato nel Settecento da José de Hermosilla e completato in gran parte da Francesco Sabatini. L’edificio rimase incompiuto: alla morte di Carlo terzo era stato realizzato soltanto un terzo del progetto originario.

Durante la Guerra civile accolse migliaia di feriti dei combattimenti e dei bombardamenti sulla capitale. Continuò a funzionare come ospedale fino al 1965 e rischiò successivamente la demolizione. La tutela come monumento storico-artistico, ottenuta nel 1977, ne garantì la conservazione.

Il centro d’arte aprì nel 1986 e divenne museo nazionale nel 1990. Le torri esterne di vetro e acciaio segnano la trasformazione dell’antico ospedale, mentre l’ampliamento progettato da Jean Nouvel, inaugurato nel 2005, ha aggiunto nuovi spazi espositivi e una piazza coperta.

Guernica e l’arte del Novecento

La collezione racconta la nascita e lo sviluppo dell’arte moderna spagnola attraverso Picasso, Salvador Dalí, Joan Miró, Juan Gris e numerosi artisti del secondo Novecento.

L’opera più celebre è Guernica, dipinta da Picasso nel 1937 per il padiglione della Repubblica spagnola all’Esposizione Internazionale di Parigi. Il quadro rimase per decenni al Museo d’Arte Moderna di New York, perché Picasso aveva stabilito che sarebbe dovuto tornare in Spagna quando fossero state ripristinate le libertà democratiche.

Arrivò a Madrid nel 1981, fu inizialmente esposto al Casón del Buen Retiro e venne trasferito al Reina Sofía nel 1992.

Curiosità

La fotografa che vide nascere Guernica

Guernica non apparve sulla tela già nella forma che conosciamo. Tra l’11 maggio e il 4 giugno 1937, la fotografa e artista Dora Maar entrò più volte nello studio parigino di Picasso per documentarne la realizzazione.

Le sue immagini mostrano figure spostate, modificate o eliminate. Nelle prime fasi compariva persino Pegaso, il cavallo alato della mitologia, che Picasso decise successivamente di cancellare. Maar lavorò in condizioni difficili: il quadro era enorme e lo studio poco illuminato, perciò dovette ritoccare alcune fotografie e ricorrere a procedimenti tecnici particolari.

Grazie a lei oggi puoi seguire quasi giorno per giorno le trasformazioni di uno dei dipinti più celebri del ventesimo secolo.

Informazioni pratiche

  • Orari: lunedì e da mercoledì a sabato, dalle 10:00 alle 21:00. Domenica dalle 10:00 alle 14:30.
  • Chiusura: martedì e in alcune festività indicate nel calendario ufficiale.
  • Biglietto intero: 12 euro.
  • Ingresso gratuito: lunedì e da mercoledì a sabato dalle 19:00 alle 21:00; domenica dalle 12:30 alle 14:30. Occorre comunque ritirare o prenotare un biglietto.
  • Museo accessibile alle persone con mobilità ridotta.
  • Fotografie consentite senza flash, treppiede o bastone per selfie, salvo diversa indicazione nelle singole sale.
  • Nel 2026 la collezione è in fase di riallestimento e alcune sale potrebbero essere temporaneamente chiuse.
  • Parcheggio più vicino: parcheggio pubblico di Plaza Juan Goytisolo, con accesso da Calle Doctor Mata.

Dove si trova

Calle de Santa Isabel 52, 28012 Madrid

Coordinate: 40.408439, -3.694104

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