
Piazza
Piazza degli Eroi del Ghetto
La piazza centrale dell’ex ghetto nazista di Podgórze, oggi segnata da decine di sedie di bronzo. Il memoriale ricorda le partenze, le selezioni e gli oggetti abbandonati dalle famiglie deportate.
La piazza al centro del ghetto
Nel 1941 le autorità naziste istituirono il ghetto di Cracovia nel quartiere di Podgórze. Migliaia di ebrei furono costretti a lasciare le proprie abitazioni e a trasferirsi in uno spazio molto ristretto, separato dal resto della città da un muro.
La piazza, allora chiamata Plac Zgody, divenne uno dei luoghi principali del sistema di controllo. Qui si svolgevano appelli, venivano comunicati ordini e le persone erano raccolte prima dei trasferimenti e delle deportazioni.
Le partenze e gli oggetti abbandonati
Durante lo svuotamento e la liquidazione del ghetto, la piazza si riempì di mobili e oggetti personali. Le famiglie avevano trascinato con sé sedie, tavoli, armadi e valigie durante i continui spostamenti; molti di quegli oggetti rimasero qui quando i proprietari non tornarono più.
La piazza divenne così una testimonianza immediata delle case svuotate. L’assenza delle persone era resa visibile proprio da ciò che avevano dovuto lasciare.
La Farmacia sotto l’Aquila
Su un lato della piazza si trova la farmacia di Tadeusz Pankiewicz. Il farmacista non era ebreo e avrebbe potuto trasferirsi, ma chiese di continuare a lavorare all’interno del ghetto e fu l’unico farmacista non ebreo autorizzato a restare.
La Farmacia sotto l’Aquila diventò un punto di aiuto e di passaggio. Pankiewicz e le sue collaboratrici procurarono medicinali, cibo, informazioni e documenti falsi; nascosero persone e cercarono di sostenere la popolazione rinchiusa. Oggi gli ambienti ospitano un museo.
La liquidazione del 1943
Il ghetto venne liquidato nel marzo del 1943. Le persone ritenute ancora in grado di lavorare furono trasferite nel campo di Płaszów; molti anziani, malati e bambini vennero uccisi sul posto oppure deportati.
Plac Zgody non fu quindi soltanto uno spazio di passaggio. Fu il luogo nel quale la persecuzione divenne organizzazione quotidiana: ordini, selezioni, attese e partenze amministrate sotto gli occhi della città.
Il memoriale delle sedie
La sistemazione contemporanea utilizza settanta sedie di bronzo distribuite nella piazza. Non ricostruiscono una scena precisa e non rappresentano direttamente singole persone. Richiamano invece i mobili abbandonati e la sensazione di una partenza improvvisa.
Il memoriale resta inserito in uno spazio urbano attraversato da tram, automobili e passanti. Questo contrasto impedisce alla piazza di diventare un luogo separato dalla vita quotidiana: l’assenza evocata dalle sedie continua a occupare lo stesso spazio nel quale la città si muove ancora oggi.
Curiosità
Le sedie vuote nascono anche dai racconti degli oggetti abbandonati
Le grandi sedie sparse nella piazza non sono una decorazione casuale. Il memoriale richiama le testimonianze sulle liquidazioni del ghetto, quando mobili e oggetti personali restavano ammassati nello spazio dopo che i loro proprietari erano stati deportati. Tra chi descrisse quelle scene ci fu Tadeusz Pankiewicz, farmacista cattolico autorizzato a continuare a lavorare nella Farmacia sotto l’Aquila, proprio sulla piazza. Le sedie rendono visibile un’assenza senza ricostruire persone o scene: oggetti quotidiani ingranditi occupano lo spazio lasciato da chi non tornò. Per questo il memoriale funziona soprattutto quando si conosce ciò che rappresenta.
Informazioni pratiche
- Prezzo: gratuito.
- Orari: spazio pubblico accessibile 24 ore su 24.
- Chiusura: nessun giorno di chiusura.
- Accessibilità: piazza pianeggiante e raggiungibile a livello stradale; le sedie del memoriale sono distribuite nello spazio e possono restringere alcuni passaggi, ma il sito è visitabile anche con mobilità ridotta.
Dove si trova
Piazza degli eroi
Coordinate: 50.046677, 19.954448
