
Statua
Eros Bendato — La testa di Eros
Una gigantesca testa di bronzo adagiata sul pavimento del Rynek, con gli occhi e la bocca attraversati da fasce. Donata alla città dallo scultore polacco Igor Mitoraj, unisce la bellezza dell’arte classica al tema della fragilità umana ed è diventata uno dei simboli contemporanei di Cracovia.
Un reperto antico che antico non è
A prima vista, Eros Bendato sembra il frammento ingigantito di una statua greca ritrovata durante uno scavo. Il volto ha proporzioni classiche, ma è incompleto: gli occhi sono vuoti, la superficie è attraversata da fratture e alcune fasce coprono lo sguardo e la bocca.
In realtà l’opera è contemporanea. Fu realizzata in bronzo nel 1999 da Igor Mitoraj, artista polacco conosciuto in tutto il mondo per le sue figure monumentali ispirate alla scultura greca e romana.
Mitoraj non cercava di riprodurre semplicemente l’antichità. Ne riprendeva l’ideale di bellezza per mostrarlo ferito: teste vuote, volti bendati, corpi privi degli arti e superfici segnate da crepe. Le sue figure sembrano reperti sopravvissuti al tempo, ma le loro mutilazioni parlano soprattutto della fragilità dell’uomo contemporaneo.
Il dio dell’amore che non può vedere
Il titolo italiano Eros Bendato significa letteralmente “Eros con gli occhi coperti”. In Polonia l’opera viene chiamata anche Eros Spętany, cioè “Eros imprigionato”, mentre in inglese è conosciuta come Eros Bound.
Nella mitologia greca Eros rappresenta il desiderio e l’amore, una forza capace di colpire uomini e divinità. Qui, però, non può vedere né parlare. La testa è separata dal corpo, adagiata a terra e attraversata da fasce che coprono gli occhi e raggiungono la bocca.
L’opera viene spesso interpretata come un’immagine dell’amore cieco o della persona resa prigioniera dal desiderio. Ma le fasce possono suggerire anche qualcosa di più ampio: idee e sentimenti incapaci di esprimersi, una civiltà ormai spezzata oppure, al contrario, qualcosa che continua a essere tenuto insieme nonostante le forze che cercano di distruggerlo.
Mitoraj non impose una spiegazione definitiva. La forza della scultura nasce proprio dalla possibilità di riconoscervi significati diversi.
Igor Mitoraj e Cracovia
Il legame tra l’artista e la città era profondo. Mitoraj studiò pittura all’Accademia di Belle Arti di Cracovia e fu allievo di Tadeusz Kantor, una delle personalità più originali dell’arte polacca del Novecento.
Nel 1968 lasciò la Polonia e si trasferì prima a Parigi e poi a Pietrasanta, in Toscana, dove aprì il proprio studio. Le sue opere monumentali vennero collocate in musei, piazze e siti archeologici di numerosi Paesi.
Nel 2003 Cracovia gli dedicò una grande mostra organizzata dal Centro Internazionale di Cultura. Nel Rynek furono esposte quattordici sculture monumentali: teste gigantesche, corpi mutilati e figure mitologiche entrarono temporaneamente nello spazio della piazza medievale.
Terminata l’esposizione, le opere vennero rimosse. Due anni dopo Mitoraj donò Eros Bendato alla città, definendola una delle proprie opere migliori e più amate.
Spiegò che a Cracovia aveva trascorso la giovinezza e che l’Accademia gli aveva aperto gli occhi sull’arte e sul mondo. Il dono era il suo modo di ringraziare la città per ciò che aveva ricevuto.
Il particolare crea un paradosso involontario ma suggestivo: Mitoraj ringraziò la città che gli aveva “aperto gli occhi” regalandole un volto che non può più vedere.
Quattro mesi di prova
La collocazione nel cuore del Rynek provocò subito numerose discussioni. Molti abitanti ritenevano che una scultura contemporanea così grande interrompesse l’equilibrio della piazza storica.
Quando fu inaugurata, il 6 ottobre 2005, la permanenza di Eros nel Rynek doveva durare inizialmente soltanto quattro mesi. Se l’opera fosse stata accettata dagli abitanti, avrebbe potuto rimanere; altrimenti sarebbe stato necessario trovare una sistemazione diversa, concordandola anche con l’artista.
Le prime reazioni non furono particolarmente favorevoli e in una consultazione online dell’epoca la maggioranza dei partecipanti si dichiarò contraria alla collocazione definitiva.
Eros, però, rimase. Con il tempo ciò che sembrava estraneo alla piazza entrò nel suo paesaggio quotidiano. Oggi la scultura è un punto d’incontro, uno dei soggetti più fotografati del Rynek e uno dei simboli contemporanei di Cracovia.
Un’opera da vivere da vicino
La scultura è lunga circa 3,7 metri, alta 2,25 e pesa approssimativamente 1.900 chilogrammi. Non è collocata su un alto piedistallo, ma quasi direttamente sul pavimento della piazza, alla stessa altezza delle persone che le passano accanto.
La testa è vuota e presenta una grande apertura nella parte posteriore. Molti visitatori entrano al suo interno e osservano il Rynek attraverso gli occhi, la bocca e le fratture del bronzo.
Questa interazione ha trasformato Eros da opera da contemplare a presenza da attraversare. La scultura non rimane isolata dal pubblico: viene toccata, esplorata e continuamente reinterpretata dalle persone che la circondano.
Curiosità
Le labbra sono quelle dell’artista
I volti scolpiti da Mitoraj sembrano appartenere a divinità dell’antichità, ma nascondono un dettaglio personale. Le labbra hanno la forma di quelle dello stesso artista e ricorrono in numerose sue opere come una firma segreta.
Anche Eros, quindi, porta sul proprio volto un frammento reale del suo creatore. Il dio è immaginario, le proporzioni rimandano alla Grecia antica, ma la bocca appartiene a un uomo vissuto nel Novecento.
Eros Bendato non è inoltre un esemplare unico. Un’altra versione monumentale, realizzata dallo stesso modello, si trova nel Citygarden di Saint Louis, negli Stati Uniti. Lì la testa è collocata su una base attraversata dall’acqua; a Cracovia, invece, dialoga direttamente con il pavimento e con gli edifici medievali del Rynek.
Informazioni pratiche
- Prezzo: gratuito.
- Orari: visibile liberamente 24 ore su 24.
- Chiusura: nessun giorno di chiusura; l’area può essere temporaneamente limitata durante eventi o interventi di manutenzione.
- Accessibilità: la scultura si trova al livello della piazza ed è osservabile anche da persone con mobilità ridotta; il pavimento circostante è però in parte acciottolato.
Dove si trova
Rynek Główny, accanto alla Torre del Municipio, 31-042 Kraków, Polonia
Coordinate: 50.061897, 19.936756
